Si avvicina la scadenza per presentare il Recovery Plan alla Commissione europea. Mancano solo dieci giorni, ma a Palazzo Chigi non ci sono dubbi: l'Italia presenterà il Piano di rilancio entro i tempi previsti e non ci saranno ritardi. Nessun slittamento previsto, quindi, per il prossimo 30 aprile e Mario Draghi, prima di inviare il Piano nazionale di ripresa e resilienza e Bruxelles, ne illustrerà i contenuti alla Camera e al Senato. Due interventi che dovrebbero essere programmati all'inizio della prossima settimana, presumibilmente il 26 e 27 aprile, mentre già questa potrebbe avvenire il passaggio in Consiglio dei ministri.

Fonte: Ministero dell’Economia
in foto: Fonte: Ministero dell’Economia

Nel Recovery Plan saranno inserite nel dettaglio tutte le misure con cui l'Italia intende far ripartire l'economia dopo l'emergenza sanitaria e la crisi economica. Progetti che dovranno essere approvati dalla Commissione europea: solo in seguito al via libera da Bruxelles verranno mobilitiate le ingenti risorse stanziate a livello comunitario con il Next Generation Eu. Il precedente governo, guidato da Giuseppe Conte, aveva già presentato in Parlamento e inviato all'Ue una bozza di PNRR a inizio anno, ma poco dopo era seguita la crisi di governo, che aveva visto al suo centro anche i contenuti di tale bozza.

Rafforzare il Piano è diventato quindi uno degli obiettivi prioritari di Draghi e del nuovo governo. Che subito dopo l'insediamento aveva formato un tavolo di lavoro al ministero dell'Economia, guidato da Daniele Franco. In realtà, dal punto di vista dei contenuti, per ora non sembrerebbero esserci enormi differenze con la bozza presentata dal governo gialloverde, sia per le tempistiche decisamente ridotte, ma anche in quanto le linee guida della Commissione Ue forniscono già un indirizzo abbastanza preciso. Il Mef ha quindi usato la bozza di Conte come base di lavoro, intervenendo con dei ritocchi per consolidare il Piano, per cui non dovrebbero esserci sconvolgimenti particolari. Si attende però un PNRR più dettagliato e preciso, in quanto una delle critiche rivolte a quello precedente dal commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, aveva a che fare proprio con la sua vaghezza.