"Ci sarà il negoziato con Il Parlamento, che potrà anche migliorare la proposta. I prestiti, sono importanti perché l'Italia può finanziare le sue spese con Eurobond con prestiti a 30 anni. I soldi arriveranno poi dal 1 gennaio 2021. Le risorse prevedono 127 miliardi di prestiti, la novità è che si potranno finanziare anche spese dell'anno precedente", ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri a ‘In onda' su La7, parlando dell'accordo raggiunto al Consiglio Ue sul Recovery fund, che prevede 390 miliardi di aiuti s fondo perduto, mentre i prestiti saranno pari a 360 miliardi. Per l'Italia ci sono a disposizione 209 miliardi, il 28% del totale, con 81,4 miliardi a fondo perduto e 127,4 di prestiti, ben 36 miliardi in più, rispetto alla proposta iniziale della Commissione. La novità raggiunta nel compromesso di stanotte, dopo 4 giorni e 4 notti di trattative a Bruxelles, è che il 10% dei fondi del Recovery Fund potrà essere pre-finanziato nel 2021 e potranno essere incluse spese fatte a partire da febbraio 2020.

"Il presidente Conte, abbiamo imparato ad apprezzarlo da tempo, ha dimostrato una tempra negoziale notevole", ha affermato il ministro. "Siamo usciti con più risorse per l'Italia di prima – ha aggiunto – Conte ha giocato un ruolo decisivo".

"Ci siamo impegnati in un negoziato molto duro e il presidente Conte è stato bravo" a spiegare a tutti i partner europei che la sua proposta era a favore dei diritti dell'Unione. "Per questo ha avuto successo".

Gualtieri ha ammesso che il piano di riforme dell'Italia verrà presentato per ultimo, ma ha spiegato che il piano italiano tiene conto anche dell'emergenza Covid, per cui il nostro Paese si è mosso in anticipo rispetto agli altri, che dovranno comunque essere rivisti. Il governo dovrà elaborare un piano di investimenti "molto dettagliato"; "è evidente – ha fatto notare – che le risorse bisogna spenderle bene e utilizzarle, ma averle assegnate è la premessa necessaria".

"Intendiamo utilizzare questa straordinaria opportunità di piano di rilancio dell'Europa, con risorse molto significative, non solo per far ripartire l'economia e superare questa emergenza, ma anche per affrontare alcuni problemi di fondo di un paese che da alcuni anni cresce troppo poco. Abbiamo l'opportunità di rilanciare l'Italia" e "saremo i protagonisti di questo progetto".

"Da oggi – ha proseguito – ci occuperemo di spenderle bene", ma l'Italia non parte da zero; "siamo stati i primi a presentare il Pnr, ci siamo portati avanti col lavoro. Ora dobbiamo fare progetti dettagliati e lo faremo".

Il titolare ha spiegato che il freno dell'Olanda "non c'è, non c'è nessuno potere di veto di nessun Paese", ha ribadito. "Non si introduce una logica intergovernativa di unanimità", è stato introdotto un meccanismo di freno con la richiesta di discussione e sospensione di tre mesi "ma la decisione poi torna alla Commissione", ha spiegato.

"Nel decreto che vareremo col prossimo scostamento ci sarà la proroga degli ammortizzatori ma anche incentivi alle assunzioni e decontribuzione – ha annunciato poi il ministro – E ci sarà anche la proroga fino alla fine dell'anno del non obbligo di causale per il rinnovo dei contratti a termine dopo i primi 12 mesi".