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31 Marzo 2022
17:00

Quarantena con terza dose per positivi e contatti stretti: cosa cambia con l’autosorveglianza

Ecco le differenze tra isolamento, quarantena e autosorveglianza, come funzionano, a chi si applicano e cosa cambia dal 1 aprile: le regole nel decreto del governo.
A cura di Annalisa Girardi
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Cosa fare se contraggo il virus dopo la terza dose? E se ho un contatto con un positivo? Alla fine dello scorso anno il governo aveva cambiato le regole sulla quarantena, di fatto eliminandola e sostituendola con l'autosorveglianza per chi avesse avuto un contatto stretto con un positivo dopo aver fatto la dose booster o a meno di quattro mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Ora, con l'ultimo decreto del governo, si è deciso di eliminare la quarantena per tutti, indipendentemente dal proprio status vaccinale. Anche per chi non è vaccinato contro il Covid e chi lo è da oltre 4 mesi, viene ora meno la quarantena. Vediamo quindi quali sono le differenze tra quarantena, isolamento e autosorveglianza, come funzionano, e quando serve il tampone.

Isolamento con dose booster: cosa cambia tra sintomatici e asintomatici

Per chi ha ricevuto la terza dose booster e ha contratto il Covid l'isolamento dura 7 giorni e per uscirne è necessario risultare negativi al tampone. Nel caso di sintomi, però, la situazione cambia: il tampone si può fare infatti solo 10 giorni dalla scoperta di positività e comunque 3 giorni dopo la scomparsa dei sintomi. Per i non vaccinati o i vaccinati con due dosi da oltre quattro mesi l'isolamento dura sempre 10 giorni.

Autosorveglianza con terza dose dopo contatto con positivo

Questo per quanto riguarda i positivi. Per i contatti stretti, indipendentemente che siano vaccinati con zero, due o tre dosi, non è più obbligatoria la quarantena. Basterà osservare un regime di autosorveglianza per 10 giorni, indossando sempre la mascherina Ffp2. Chiaramente, se dovessero insorgere dei sintomi, bisognerà comunque sottoporsi a tampone.

Quarantena, autosorveglianza e isolamento: quali sono le differenze

Non esiste quindi più la quarantena, il regime per cui nelle prime ondate, dopo un contatto con una persona positiva, venivano vietati gli spostamenti e i contatti con le altre persone per monitorare l'eventuale insorgenza di sintomi e scongiurare che il virus si potesse diffondere ulteriormente. In questa nuova fase, con un'elevatissima percentuale di popolazione vaccinata, il governo ha deciso di eliminare la quarantena. Al suo posto si applica l'autosorveglianza, che dura 10 giorni: non sono vietati gli spostamenti e i contatti con le altre persone, ma si deve prestare particolare attenzione alle proprie condizioni di salute e, nel caso si iniziassero a manifestare sintomi, bisognerà testarsi per accertare di essere o meo positivi. L'isolamento, che resta come è sempre stato fino a questo momento, riguarda invece i positivi accertati.

Si può uscire di casa durante l'autosorveglianza?

Quindi sì, si può uscire di casa durante il regime dell'autosorveglianza. La regola, oltre a monitorare il proprio stato di salute, richiede di indossare la mascherina Ffp2 in ogni occasione per 10 giorni. Ecco cosa precisa il governo tra le Faq:

A tutte queste categorie di persone si applica una auto-sorveglianza, con obbligo di indossare le mascherine FFP2 fino al decimo giorno successivo all'ultima esposizione al soggetto positivo al COVID-19 (quindi l’undicesimo giorno dall’ultimo contatto). È prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere alla Asl il referto negativo, anche con modalità elettroniche, per determinare la cessazione del periodo di auto-sorveglianza.

Chi deve fare il tampone e quando

Nel sito del governo si specifica anche quando è necessario fare il tampone. Per chi è in regime di autosorveglianza non è necessario effettuare un tampone al termine dei 10 giorni se non si sono mai sviluppati sintomi: al contrario, è necessario sottoporsi al test alla comparsa della sintomatologia connessa al Covid, oppure, se ancora sintomatici, al quinto giorno.

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