Quanto costa il caffè al bar e al supermercato e perché i prezzi continuano ad aumentare

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Un’analisi dettagliata sui dati del Ministero delle Imprese e dell’Istat rivela un aumento costante del prezzo del caffè tra il 2021 e il 2026. Se nei supermercati i rincari della miscela superano il 40%, al bar l’espresso sfiora ormai quote record in gran parte d’Italia, spinto dalle oscillazioni delle quotazioni internazionali e dai costi di gestione dei locali.

Prendere un caffè sta diventando un'abitudine sempre più onerosa per le tasche degli italiani, sia quando si acquista la miscela da preparare a casa sia quando ci si affida al rito quotidiano al bancone del bar. La bevanda simbolo dell'identità nazionale ha infatti registrato rincari continui negli ultimi cinque anni, trasformando un gesto semplice in una voce di spesa pesante nel bilancio familiare. L'inflazione del settore non risparmia alcuna area del Paese, delineando una vera e propria geografia dei prezzi in costante rialzo.

La mappa dei rincari: da Bolzano a Catanzaro, la geografia dell'espresso

L'elaborazione dei dati dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy scatta una fotografia chiara della penisola a giugno 2026. Un espresso oscilla mediamente tra 1,20 e 1,40 euro, ma le differenze tra i vari capoluoghi restano marcate. Bolzano si conferma la città più cara d'Italia toccando un picco medio di 1,51 euro a tazzina, seguita a brevissima distanza da Pescara, dove si arrivano a pagare 1,49 euro, e da Trieste a quota 1,44 euro.

Anche nelle altre grandi città del Nord e del Centro i ritocchi sono stati costanti. A Trento il costo medio si attesta su 1,41 euro, mentre a Torino si viaggia sui 1,38 euro e a Bologna sui 1,35 euro. Milano registra una media di 1,27 euro a tazzina, evidenziando un aumento sensibile rispetto a pochi anni fa. Spostandosi verso il Centro-Sud, le cifre tendono a contenersi pur rimanendo in crescita: a Napoli il prezzo medio ha raggiunto 1,24 euro, mentre a Roma la tazzina si attesta su 1,19 euro. La piazza più economica resta Catanzaro, pur avendo subito rincari proporzionali al resto del Paese.

Tra chicchi e servizio: le ragioni dietro gli aumenti della filiera

Comprendere le ragioni di questo fenomeno richiede uno sguardo sia al mercato globale sia alla struttura dei costi aziendali dei locali. Sul fronte delle materie prime, i dati dell'Istat confermano che per la spesa domestica il prezzo del caffè è salito del 44% dal 2021 a oggi, con un balzo particolarmente marcato nell'ultimo anno. Le quotazioni del caffè verde tracciate dall'International Coffee Organization rimangono infatti su valori più che doppi rispetto al passato, condizionate dall'aumento della domanda globale e dalle avversità climatiche che hanno colpito i raccolti nei Paesi produttori chiave come Brasile e Vietnam.

Tuttavia, quando si ordina un espresso al bar, l'impatto della materia prima spiega solo una quota minoritaria dello scontrino finale. I circa sette grammi di caffè macinato necessari per una tazzina incidono in misura contenuta sui costi totali sostenuti dal gestore. Il prezzo finale riflette prima di tutto un servizio complesso, fortemente condizionato dalle spese d'affitto dei locali, dall'impennata delle bollette energetiche, dal costo del personale e dagli oneri per la manutenzione delle macchine da caffè professionali.

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