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Elezioni politiche 2022

Quando si insedia il nuovo governo: il calendario dopo la vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni

Il Parlamento si insedierà il 13 ottobre con la prima riunione di Camera e Senato. Ma quando si formerà il governo? Ecco le tappe nell’iter di formazione del nuovo esecutivo dopo le elezioni politiche.
A cura di Annalisa Girardi
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La destra ha vinto le elezioni con una percentuale di consensi tale da assicurarle la maggioranza assoluta in Parlamento e Camera e Senato si insedieranno nella loro nuova composizione per la prima volta tra due settimane esatte. Ma il governo? Quando verrà formato? Vediamo quali sono i prossimi passaggi nell'iter di formazione del nuovo esecutivo.

Il Parlamento si riunisce nella sua nuova composizione il 13 ottobre. Nella stessa occasione verranno eletti i presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama. Nel primo caso servono i due terzi dei componenti al primo scrutinio, i due terzi dei votanti al secondo e terzo scrutinio, mentre dal quarto basta la maggioranza assoluta. Il voto è segreto. In Senato invece serve la maggioranza assoluta dei componenti dell'Aula per il primo e il secondo scrutinio, al terzo basta quella dei presenti. Se nemmeno in questo caso esce un nome, si va al ballottaggio.

Entro il 15 ottobre i parlamentari devono comunicare il gruppo al quale intendono aderire, mentre dai due ai quattro giorni dopo la riunione delle Camere inizieranno le consultazioni con le delegazioni dei partiti: verosimilmente tra il 15 e il 17 ottobre. Successivamente il Presidente della Repubblica affida l'incarico di formare il nuovo governo e il passaggio di consegna arriva con la Cerimonia della Campanella. Infine, il governo si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia.

L'iter di formazione del nuovo governo: le tappe in calendario

L'insediamento del nuovo governo segue un iter ben preciso, le tappe sono le seguenti:

  • 13 ottobre: Camera e Senato si riuniscono nella nuova composizione e vengono eletti i presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama
  • Entro il 15 ottobre: i parlamentari devono comunicare il gruppo al quale intendono aderire
  • A questo punto iniziano le consultazioni del Presidente della Repubblica con le delegazioni dei partiti
  • Al termine delle consultazioni, il presidente della Repubblica affida l'incarico di formare il nuovo governo
  • Si arriva così al giuramento con la cerimonia della Campanella
  • Infine, il governo si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia

Le consultazioni prima della formazione del nuovo governo

Solo dopo l'elezione dei vertici dei due rami del Parlamento, cominciano le consultazioni del presidente della Repubblica con i partiti per arrivare alla formazione del nuovo governo. Di norma i primi ad essere chiamati al Quirinale, in realtà, sono proprio i neoeletti presidenti di Camera e Senato. Poi tocca alle delegazioni dei partiti: l'ordine con cui avvengono le consultazioni delle parti è a totale discrezione del Capo dello Stato.

L'obiettivo delle consultazioni è quello di verificare l'esistenza di una maggioranza e di eventuali accordi tra forze politiche: in questo caso l'esito delle elezioni ha parlato chiaro, assicurando al centrodestra la maggioranza assoluta in Parlamento. In caso contrario, come avvenuto nella scorsa tornata elettorale, il presidente della Repubblica può anche affidare a terzi un mandato esplorativo per avere un quadro più chiaro delle possibili strade da percorre.

L'incarico e la nomina a Presidente del Consiglio

Il presidente della Repubblica poi affida l'incarico di formare il nuovo governo a una personalità che ritiene abbia la maggioranza e possa governare. Anche in questo caso, non ci dovrebbero essere grosse sorprese: Fratelli d'Italia ha preso il 26% alle elezioni ed è probabile (anche se non è affatto automatico) che l'incarico vada a Giorgia Meloni. Ad ogni modo, la persona in questione di norma accetta con riserva e inizia poi un proprio giro di consultazioni. È il momento in cui viene appunto definita la squadra di governo vera e propria e vengono scelti i ministri. Conclusa questa operazione, il presidente del Consiglio incaricato scioglie la riserva e presenta i nomi dei ministri.

Il presidente della Repubblica (come accaduto peraltro dopo le elezioni del 2018 con Paolo Savona) può rifiutarsi di firmare il decreto di incarico per un ministro, se non lo ritiene adeguato a ricoprirlo. Se, invece, il capo dello Stato accetta la proposta del presidente del Consiglio incaricato, con decreto nomina lui (o lei) e su proposta di quest'ultimo i ministri.

Il giuramento e il voto di fiducia in Parlamento

Si arriva così al giuramento del nuovo governo. Il presidente del Consiglio e i ministri prestano giuramento al Quirinale: per tutte queste operazioni, proprio perché le elezioni hanno restituito un quadro politico chiaro, potrebbero volerci solamente alcuni giorni e il nuovo governo potrebbe quindi giurare a fine ottobre. Dopo il giuramento si passa alla cerimonia della Campanella. Il presidente del Consiglio lascia il Quirinale e si reca a Palazzo Chigi, dove viene accolto dal premier uscente. È il momento del passaggio ufficiale di consegne.

Il presidente del Consiglio uscente a quel punto lascia Palazzo Chigi, mentre il nuovo riunisce per la prima volta il Consiglio dei ministri. Dopodiché, alcuni giorni dopo, il governo si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia. Il premier pronuncia un discorso programmatico e deputati e senatori sono chiamati a votare la fiducia: dopo il taglio dei parlamentari la maggioranza è segnata a quota 201 voti alla Camera e a 104 voti in Senato. Dopo aver ottenuto la fiducia il governo diventa pienamente operativo.

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