L'obiettivo per fine marzo era di raggiungere quota 300 mila dosi di vaccino anti-Covid somministrate al giorno: non ci siamo arrivati, pur toccando il picco il 31 marzo di 282 mila fiale in ventiquattro ore. Ma le Regioni, soprattutto da quelle che procedono più speditamente nella campagna vaccinale, continuano a lanciare l'allarme: non ci sono dosi a sufficienza per poter proseguire come stabilito dal Piano vaccini. E diverse minacciano di dover sospendere la campagna vaccinale se non verranno consegnate immediatamente più dosi. Anzi, il Veneto già lo ha fatto (salvo alcuni richiami), mentre Lazio e Toscana restano in attesa delle consegne di AstraZeneca. Vediamo che cosa sta succedendo.

Il Veneto sospende le vaccinazioni

In Veneto la campagna vaccinale contro il coronavirus è ufficialmente sospesa per gli over 80 a causa della mancanza di dosi Pfizer. O meglio, sono stati confermati solo alcuni richiami di persone che dovevano completare il ciclo vaccinale e in alcune province quelli previsti per i nati in un certo anno di nascita (questa domenica è il turno della classe 1935) secondo il nuovo calendario sperimentale di vaccinazioni a chiamata. "A causa di ritardi nelle forniture vaccinali previste, le somministrazioni della prima dose di vaccino Pfizer programmate per gli ultraottantenni sono temporaneamente sospese", ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, confermando la sospensione delle vaccinazioni.

Fonte: Regione Veneto
in foto: Fonte: Regione Veneto

E ancora: "Noi che al momento siamo primi per vaccinazioni, ne facciamo 35 mila al giorno, annunciamo che sospendiamo le vaccinazioni, a parte qualche richiamo. I vaccini non sono arrivati, quindi la macchina perfetta che abbiamo messo in piedi con modelli di accesso rapido, diretto, senza prenotazione in questo momento non riusciamo a garantirla, perché non abbiamo la materia prima. Ieri ci sono arrivati 83 mila dosi di Pfizer, considerando che facciamo 35mila vaccini al giorno, è chiaro che in un paio di giorni li esauriamo".

Il Lazio avverte: "Costretti a sospendere se non arriveranno i vaccini"

Anche il Lazio ha avvertito che sarà costretto a sospendere le vaccinazioni se non arriveranno a breve le dosi di AstraZeneca previste dal Piano nazionale. "Se nelle prossime 24 ore non arrivano i 122 mila vaccini di Astrazeneca previsti siamo costretti nostro malgrado a sospendere le vaccinazioni. Mi auguro che tale sospensione venga scongiurata. Abbiamo messo in esercizio una macchina imponente che non deve fermarsi. Da ieri notte abbiamo aperto le prenotazioni anche per l’età 66 e 67 e sono già oltre 36 mila i prenotati. Abbiamo un milione di prenotazioni da qui a maggio. Servono i vaccini", aveva detto ieri l'assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. Per poi annunciare che l'arrivo delle dosi AstraZeneca fosse slittato da venerdì a sabato e precisare: "Non dipende da Figliuolo (il commissario straordinario per l'emergenza, ndr), ma dalle case farmaceutiche".

La Toscana rinvia le prenotazioni per mancanza di dosi

Anche in Toscana le cose si stanno facendo complicate. E se non si è ancora arrivati a sospendere le somministrazioni, comunque si è reso necessario rinviare le prenotazioni: "A causa del ritardo della fornitura di AstraZeneca le prenotazioni per domani 1 aprile vengono spostate a mercoledì 7 aprile mantenendo lo stesso orario e lo stesso punto vaccinale indicati. Le persone che hanno prenotato per domani hanno ricevuto un sms che comunica la nuova data e le informazioni. Qualora la persona volesse prenotare in altra data e orario, dovrà cancellare in autonomia l’appuntamento tramite il portale e provvedere a una nuova prenotazione all’apertura del portale", ha comunicato il governatore della Toscana, Eugenio Giani.

Quali sono le altre Regioni dove la campagna vaccinale è a rischio

Queste sono le Regioni che si sono ritrovate costrette a frenare sulla campagna a causa dell'insufficienza di dosi disponibili. Ma la penuria di vaccini potrebbe farsi sentire anche in altri territori, presumibilmente lì dove è stata somministrata una percentuale di dosi elevata rispetto al totale di quelle disponibili e dove quindi le fiale rischiano di scarseggiare se le case farmaceutiche non dovessero rispettare i tempi di consegna previsti. Ad aver superato la media nazionale dell'85,5% di dosi somministrate (sul totale di quelle consegnate) ci sono la Basilicata, la Campania, l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, il Molise, il Trentino Alto Adige, la Sicilia, la Toscana, la Valle d'Aosta e il Veneto.