Mancano tre giorni al voto con cui verrà eletto il nuovo segretario del Partito Democratico. Le primarie si terranno domenica 3 marzo, con seggi aperti dalle 8 alle 20. La corsa è a tre: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Non si vota, come vedremo, per il singolo candidato ma per i componenti della nuova assemblea che poi sceglieranno il segretario. Per essere eletti c’è anche un quorum da raggiungere: bisogna prendere il 50% dei voti più uno. Se nessuno supererà questa cifra, spetterà all’assemblea – convocata per il 17 marzo – scegliere il nuovo segretario. Possono votare non solo gli iscritti al Pd, ma tutti gli elettori e anche i giovani tra i 16 e i 18 anni oltre agli stranieri con permesso di soggiorno. Vediamo nel dettaglio chi può votare e come farlo.

Chi può votare alle primarie del Pd

Potranno votare alle primarie di domenica 3 marzo, i cittadini italiani iscritti alle liste elettorali portando con sé un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e un contributo di almeno 2 euro. Per gli elettori fuori sede era necessario registrarsi entro lunedì 25 febbraio per poter votare. Stesso discorso per i giovani tra i 16 e i 18 anni, che voteranno al seggio dei genitori. Per quanto riguarda gli stranieri comunitari ed extracomunitari, c’era lo stesso limite per la registrazione online: al momento del voto, inoltre, è necessario presentare il permesso di soggiorno o la ricevuta di richiesta di rinnovo. Potranno votare anche gli italiani residenti o temporaneamente all’estero, registrandosi come i fuorisede. Gli iscritti del Pd voteranno nel seggio corrispondente alla sezione elettorale e non dovranno versare il contributo minimo di due euro.

Come si vota alle primarie del Pd

I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20. Per sapere in quale seggio votare, ogni elettore può trovare queste informazioni attraverso l’apposita sezione del sito delle primarie dem: Pdprimarie2019.it. Al seggio bisogna portare il documento di riconoscimento, la tessera elettorale e il contributo di almeno due euro. Si vota tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati all’Assemblea nazionale. I candidati in corsa sono tre. Secondo i sondaggi, il favorito è l’attuale presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (qui la sua mozione ‘È tempo di scegliere. Prima le persone'). Dietro di lui il segretario uscente, Maurizio Martina (qui la sua mozione ‘#fiancoafianco – Cambiare il Pd per cambiare l’Italia'). Terza candidatura è quella di Roberto Giachetti, in ticket con Anna Ascani (la mozione è ‘#sempreavanti').

Con il voto delle primarie non si elegge direttamente il segretario, ma i delegati che poi si riuniranno poi nell’Assemblea nazionale. In quel momento, i delegati eleggeranno il nuovo segretario. Se nessuno avrà raggiunto la maggioranza assoluta alle primarie, l’Assemblea potrà trovare il nuovo segretario attraverso un accordo interno. Dal 7 al 23 gennaio si è votato nei circoli: si sono espressi poco meno di 190mila iscritti. In testa è risultato Zingaretti, con il 47,3%. Dietro di lui Martina con il 36,1% e Giachetti con l’11,1%. I tre risultati meno votati e quindi esclusi dalle primarie sono stati Francesco Boccia (4%), Maria Saladino e Dario Corallo (entrambi allo 0,7%).