"Zingaretti? Il mio bocca al lupo. Il M5S fra pochi giorni porta in Parlamento una misura che introduce ed estende il salario minimo a tutte le categorie di lavoratori. Una battaglia di tutti e sul tema mi auguro di vedere un'ampia convergenza parlamentare, a partire proprio da Zingaretti". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio, contattato al telefono dall'Ansa proposito delle primarie del Pd, che ha decretato la vittoria del 53enne Nicola Zingaretti. In serata è arrivata la risposta del segretario dem: "I processi politici non si fanno con le furbizie".

I pentastellati hanno depositato a Palazzo Madama un disegno di legge sul salario minimo orario che punta a introdurre una paga minima fissata per legge, per limitare, spiegano, lo sfruttamento dei lavoratori. "Siamo convinti che l'azione del ministro Luigi Di Maio per garantire a tutti i lavoratori gli stessi diritti stia andando nella giusta direzione: il ministro ha assicurato che i riders avranno le stesse tutele del lavoro subordinato. E noi lo sosterremo in questa battaglia importantissima per migliaia di giovani della gig economy in Italia", hanno sottolineato oggi i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera. "L'impegno del ministro per regolamentare questo tipo di occupazione non può essere letto come un rifiuto dello sviluppo tecnologico. La dignità dei lavoratori – hanno aggiunto – deve essere sempre conciliabile con nuovi strumenti e anche nuove professioni con le quali cominciamo ad avere a che fare, proprio per effetto dell'uso della tecnologia".

"Al governo e in Parlamento il Movimento 5 Stelle ha portato misure importantissime per fare in modo che questo principio non venga mai negato. Il primo provvedimento voluto da Luigi Di Maio è stato il Decreto Dignità per mettere un freno al precariato. Presto i cittadini che ne avranno diritto riceveranno il Reddito di cittadinanza che rappresenta un sostegno economico, ma soprattutto un incentivo al lavoro stabile e giustamente retribuito. Con un emendamento al decreto per il Reddito di cittadinanza abbiamo fissato in 858 euro la soglia minima di retribuzione al di sotto della quale un'offerta di lavoro non può essere considerata congrua", hanno affermato.

Il Pd, attraverso il presidente dei senatori Andrea Marcucci, ha replicato così, rivendicando la proposta del salario minimo, misura già annunciata in campagna elettorale: "Il ministro Di Maio è sempre sbadato. È il M5S che se vuole, potrà votare il disegno di legge sul salario minimo che nel maggio scorso ha presentato il nostro collega Mauro Laus. Vista la disattenzione del vicepremier, ne consegnerò subito una copia al capogruppo M5S Patuanelli, affinché possano decidere di approvare il nostro testo".

Poco dopo è intervenuta anche Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera: "Vorremmo segnalare al vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che sul salario minimo orario esiste una proposta di legge del Partito democratico, già depositata fin dallo scorso luglio, molto precisa e dettagliata. Si tratta di una misura che verrebbe incontro ai circa due milioni di lavoratori che in Italia non hanno un contratto collettivo di riferimento e agli oltre 2,5 milioni che possono essere considerati lavoratori poveri proprio per gli stipendi. Stiamo parlando di lavoratori poveri che anche il reddito di cittadinanza escluderebbe da qualsiasi tipo di aiuto pubblico e che ricevono salari al di sotto dei minimi stabiliti dalla contrattazione. Se quella del M5s è una iniziativa legislativa seria e non la solita campagna propagandistica, troverà sempre pronto il Pd nella difesa degli interessi delle categorie più deboli".

Ha preso le difese del capo politico del M5S il senatore Stefano Patuanelli, capogruppo dei 5Stelle a Palazzo Madama: "Caro Marcucci, non mi sfugge affatto il ddl Laus sul salario minimo e ho purtroppo anche ben chiaro che negli anni in cui siete stati al Governo, nonostante le innumerevoli promesse, non avete fatto assolutamente nulla in merito. Forse a voi sfugge che la nostra proposta sul salario minimo era già all'interno del ddl sul reddito di cittadinanza del 2013. Non è cattiveria, ma non prendiamo lezioni da nessuno. Siamo al Governo e tocca a voi sposare il nostro ddl perché, a differenza vostra, vogliamo passare, una volta per tutte, dalle parole ai fatti". 

Il nodo Tav

Il neo segretario del Pd, per la sua prima uscita pubblica, ha scelto il Piemonte, per sostenere il presidente Sergio Chiamparino nella difficile partita per la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione: "Vogliamo dare un segnale, l'Italia deve ripartire, perché questo Paese è di nuovo in ginocchio, i cantieri sono fermi. Ma la Tav è un simbolo. Per nascondere una divergenza politica tra Lega e M5S l'Italia è ferma, e gli italiani pagano una fase di immobilismo, non solo i cittadini del Nord, ma tutto il sistema", ha detto Zingaretti appena arrivato a Torino.

Ma per il M5S la Tav è un progetto obsoleto: "Credo non si debba parlare di un progetto di 20 anni fa, quando oggi il ministro di Maio presenta il fondo Nazionale dell'Innovazione, cioè un miliardo di euro sul futuro del Paese, sull'innovazione e sul digitale. Io credo sia necessario parlare del futuro e credo che il futuro sia questo", ha sottolineato Stefano Buffagni sottosegretario agli affari regionali, a margine dell'incontro di presentazione del fondo nazionale innovazione alle Ogr di Torino. "Salvini fa bene a dire quello che vuole – ha aggiunto il sottosegretario pentastellato, rispondendo a chi gli chiedeva della volontà del vicepremier leghista di realizzare la Torino-Lione – Una mediazione di Conte? Chiedetelo a lui. Io una mia idea ce l'ho. E comunque anche se la Tav venisse portata avanti prima di 20 anni non sarebbe pronta".

Anche Matteo Salvini, durante una conferenza stampa a Montecitorio, è intervenuto sulla Tav, commentando la posizione di Zingaretti: "Prevalga il buon senso. Sul punto di incontro con il M5S ci stiamo lavorando". E sulla visita di Nicola Zingaretti in Piemonte, ha osservato: "A differenza di chi sta all'opposizione, noi che siamo al Governo non dobbiamo visitare, dobbiamo fare. Sono convinto che faremo, a breve, faremo tante cose".