Presunta vendita di titoli nobiliari: l’interrogazione parlamentare di Avs su Emanuele Filiberto di Savoia
Un presunto giro d'affari legato al conferimento a pagamento di titoli nobiliari e ordini cavallereschi privi di qualsivoglia riconoscimento giuridico nell'ordinamento italiano. È questo il fulcro dell'interrogazione parlamentare depositata dal vicecapogruppo di Alleanze Verdi e Sinistra (AVS) alla Camera, Marco Grimaldi, rivolta al Ministero dell'Economia e delle Finanze, al Ministero dell'Interno e al Ministero della Cultura. L'atto punta il dito contro le attività riconducibili ad Emanuele Filiberto di Savoia e alle associazioni collegate, in occasione degli eventi organizzati a Torino per il Capitolo degli Ordini Cavallereschi sabaudi.
La presunta compravendita di onorificenze e i rilievi normativi
Secondo quanto ricostruito nell'interrogazione e nelle dichiarazioni dell'esponente di AVS, la concessione dei titoli, che riguarderebbe in particolare l'Ordine Mauriziano e l'Ordine al Merito di Savoia, avverrebbe a fronte del pagamento di quote di ingresso e contributi annuali di mantenimento. Tali somme confluirebbero nei conti di un'associazione privata con sede a Ginevra. Nel testo depositato a Montecitorio si richiama la legge 3 marzo 1951, n. 178, che vieta il conferimento e l'uso pubblico di onorificenze cavalleresche non autorizzate dallo Stato, oltre a una direttiva del Ministero della Difesa del 2020 che classifica specificamente come non autorizzabili in Italia le decorazioni oggetto dell'evento torinese.
La piattaforma genealogica e le inchieste giudiziarie a Torino
Un ulteriore elemento sollevato riguarda la creazione della "Royal Protocol Srl", una società collegata a una struttura societaria estone e a una società semplice italiana, ideata per la certificazione di titoli e genealogie tramite registri privati e asset digitali. La vicenda è già al vaglio della Procura della Repubblica di Torino a seguito di un esposto relativo alla tutela dell'Ordine Mauriziano, ente pubblico istituito per legge, e di una denuncia per truffa e appropriazione indebita presentata dall'ex socio fondatore della piattaforma estone. Con l'atto parlamentare, AVS chiede al governo di avviare verifiche amministrative e fiscali sulla gestione dell'ente e sulla legittimità dei conferimenti.