Il presidente della Regione Molise Donato Toma è stato vittima di un'aggressione poche ore fa, mentre pranzava in un locale di Campobasso, in compagnia del consigliere economico della Giunta, Maurizio Tiberio. A quanto si apprende il governatore e il suo collaboratore erano seduti al tavolo di un ristorante nel centro del capoluogo, quando i due hanno iniziato ad insultare e offendere il presidente della Regione.

Proprio Tiberio, intervenuto per tentare di calmare gli aggressori, due ragazzi di 25 anni, ha minacciato l'intervento delle forze dell'Ordine. Ma il tentativo di placare gli animi non è servito: l'uomo è stato colpito sul viso da una testata da uno dei due uomini, riportando la rottura del setto nasale. Allertati dai tanti testimoni presenti, sul posto sono arrivate immediatamente pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri, che hanno fermato e identificato i due uomini, uno dei quali si era dato alla fuga. Tiberio è finito al Pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli, dove è stato sottoposto ad accertamenti da parte dei sanitari. Toma invece non sarebbe rimasto ferito.

La notizia dell'aggressione ha sconvolto la città. Il sindaco del capoluogo molisano, Roberto Gravina, ha immediatamente condannato l'accaduto: "Siamo di fronte ad atteggiamenti, gesti e parole che vanno condannati nella loro forma e nella loro sostanza, sempre e comunque, e che non appartengono alla dimensione morale e culturale della nostra città".

"A nome mio personale e dell'Amministrazione comunale tutta, esprimo – ha ribadito il primo cittadino – la nostra solidarietà al presidente della Regione, Donato Toma e al suo consigliere, Maurizio Tiberio, restando profondamente dispiaciuto per l'attacco che hanno dovuto subire. Ne approfitto – ha poi concluso Gravina – anche per ricordare che a Campobasso non c'è posto per gesti e parole di odio e per chi ne fa uso".

"Mi dispiace per Maurizio che ha rimediato la rottura del setto nasale – ha commentato Toma ad un sito web locale subito dopo l'aggressione – questo, purtroppo, è il frutto del clima d'odio che è presente sui social. Hanno continuato ad insultarci anche alla presenza della Polizia, ripetendo frasi che vengono riportate sui social dalla macchina del fango. È un episodio vergognoso".