La maggioranza regge anche stavolta. Ma Italia Viva vota nuovamente con l’opposizione sulla prescrizione. In commissione Giustizia alla Camera è stato approvato un emendamento del Movimento 5 Stelle che sopprime la proposta di legge Costa. Un provvedimento che avrebbe cancellato la riforma Bonafede sulla prescrizione, ma che viene respinto dalla maggioranza. I voti a favore dell’emendamento soppressivo sono stati 24: sono quelli della maggioranza composta da M5s, Pd e Leu. Contrari in 23, tra cui anche gli esponenti di Italia Viva che tornano a votare con le opposizioni di centrodestra.

Prescrizione, la polemica sul voto di Businarolo

La polemica nasce per due diversi motivi. Innanzitutto il voto della presidente della commissione, Francesca Businarolo, che è stato decisivo per l’approvazione dell’emendamento. Un episodio molto simile a quello già avvenuto a gennaio. La seconda polemica riguarda, invece, un deputato del gruppo misto, Alessandro Colucci, a cui non è stato consentito di votare nonostante avesse la delega. A protestare sono Enrico Costa, di Forza Italia, e Cosimo Maria Ferri, di Italia Viva, che sottolineano come non sia stato permesso a Colucci di votare contro la soppressione del ddl Costa. Il testo andrà comunque in Aula la prossima settimana, con parere contrario della commissione, dopo il ddl intercettazioni.

La protesta per il mancato voto di Colucci

La polemica si è poi spostata nell’Aula della Camera, dopo a sollevare le sue proteste è stato proprio Costa: “L’emendamento è stato soppresso per 24 voti contro 23, se fossero stati 24 voti contro 24 l’emendamento non sarebbe stato soppresso e il governo sarebbe andato sotto. Non è stato consentito al deputato Colucci di votare. Presidente, io le chiedo di analizzare gli atti e chiederemo di essere ricevuti da lei, perché riteniamo che questa sia una violazione gravissima. Da parte nostra noi la consideriamo una crepa, una lesione pesantissima”.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, replica spiegando che si riserva di verificare. Nell’Aula di Montecitorio a rispondere, per il Pd, è Alfredo Bazoli: “La delega si riferiva a una giornata particolare di lavori e non poteva essere riferita all’intero iter dei lavori. Non credo ci sia stata alcuna forzatura né violazione di prerogative. Anche se capisco che all’opposizione possa dispiacere, non credo ci sia stata alcuna violazione”.