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Poliziotto candidato con Fratelli d’Italia nel 2019 arrestato per sfruttamento della prostituzione

Un candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni comunali a Preganziol in provincia di Treviso, è stato arrestato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
A cura di Annalisa Cangemi
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Ivan D'amore, un poliziotto trentenne che in passato si era candidato con Fratelli d’Italia a Preganziol in provincia di Treviso, poliziotto oggi trentenne, è stato arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in concorso con una donna colombiana, Mariby Morales di 50 anni, da tempo residente in Italia.

I due, secondo l'accusa, avrebbero gestito un giro di prostituzione, con un continuo viavai di clienti facoltosi, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, che gli avrebbe assicurato 70mila euro al mese: con ragazze e trans vendevano i loro corpi in tre appartamenti, uno nel centro storico di Treviso e un paio a Martellago, in provincia di Venezia.

Eppure D'amore, in occasione delle elezioni amministrative del 2019 in cui era candidato per Fratelli d'Italia, dichiarava: "È andata bene, sono sorpreso per le mie 111 preferenze, il terzo in tutta la coalizione, è stato un risultato personale che mi riempie di orgoglio, e che mi incita a continuare su questa strada. Evidentemente sono piaciuti i progetti che ho esposto: sicurezza urbana, lotta all’accattonaggio e alla prostituzione". Praticamente una sorta di dottor Jekyll e del mister Hyde.

In tutto erano almeno 17 le persone coinvolte nel giro di prostituzione, anche se il numero potrebbe essere più alto, visto il turnover di prostitute e trans. A mettere in piedi questa piccola impresa criminale, avviata nel giugno del 2023, erano appunto D'amore, siciliano di origine, ora in servizio all’aeroporto veneziano Marco Polo (anche se era stato sospeso temporaneamente dal servizio), e Morales. Per loro, al termine di un’indagine della squadra mobile di Treviso, è scattato l'arresto, e venerdì 8 marzo il loro fermo è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

A insospettire gli investigatori è stato proprio l'alto tenore di vita del poliziotto, che pur essendo stato sospeso dal servizio viveva nel lusso. Quelle abitazioni erano nel mirino degli agenti della squadra mobile da tempo, e l'indagine ha subìto un'accelerazione quando la donna ha comprato un biglietto aereo per la Colombia. Gli agenti hanno a quel punto ipotizzato che stesse progettando l'espatrio.

L'arresto di D'Amore è avvenuto in flagrante: stava incassando quello che secondo l'accusa era il canone settimanale (400 euro) di uno degli appartamenti utilizzati. La coppia, secondo gli investigatori, offriva anche un servizio di trasporto dei clienti all'aeroporto o alla stazione ferroviaria. Il poliziotto, interrogato dal gip di Treviso Carlo Colombo, avrebbe parzialmente ammesso le accuse, confermando di essere a conoscenza del fatto che alcune donne si prostituivano, sostenendo però di aver richiesto loro somme di denaro esclusivamente per il subaffitto delle case. Infatti il canone di locazione degli appartamenti risulta intestato a lui.

Il gip, su richiesta della difesa, ha mantenuto solo l'accusa di favoreggiamento della prostituzione e ha scarcerato D'amore applicandogli la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la firma giornaliera. La donna invece resta nel carcere veneziano della Giudecca in attesa degli arresti domiciliari.

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