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Elezioni europee 2024

Pittella (Azione): “Il Sud ha fame di lavoro, creiamo un piano industriale europeo per rilanciarlo”

Marcello Pittella, in corsa alle europee con Azione, in un’intervista a Fanpage.it ha commentato le politiche dell’Ue per il Sud – soprattutto ciò che manca e che andrà fatto nella prossima legislatura. L’ex presidente della Basilicata ha anche escluso che la crescita delle destre sia un rischio: “Si riconfermerà l’attuale assetto di alleanze”.
A cura di Luca Pons
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La campagna delle europee è stata "sottotono" anche perché si è parlato poco di "cos'è l'Unione europea, della sua importanza e utilità". Eppure di cose da fare ce ne sono: ad esempio, "investire sul Mezzogiorno come ponte verso il Mediterraneo, come hub culturale e anche logistico". E farlo anche tramite "un intervento imprenditoriale sostenuto e indirizzato da una politica industriale". Lo ha detto a Fanpage.it Marcello Pittella, ex presidente della Basilicata, oggi candidato alle europee con Azione. Il Sud, ha sottolineato, è una questione "tanto per la destra quanto per la parte che ha governato finora", e deve essere messo al centro.

La campagna elettorale sta arrivando al termine, come sono vissute le elezioni europee nella sua circoscrizione?

La campagna elettorale è sottotono: si parla poco di Europa, in tv o sui social si discute in maniera molto superficiale, non si spiega quasi nulla di che cos'è l'Unione europea, della sua importanza e utilità. C'è una sorta di distrazione di massa, il solito fare la politica gridata con annunci o con esasperazione. Non che io voglia difendere Azione, ma mi sembra tra i pochissimi partiti che parla di Europa: parla di difesa unica, di togliere il diritto di veto nell'Unione a 27, di utilizzo da parte del governo nazionale del Mes sanitario. Insomma, parla di contenuti.

A proposito di contenuti: cosa manca oggi in Europa?

In Europa manca l'Europa. O meglio, manca l'Europa politica: c'è una Europa soprattutto monetaria, che non riesce ad incidere fino in fondo sulle politiche degli Stati. Pensando al Sud Italia, credo che manchi un'Europa che voglia investire sul Mezzogiorno come ponte verso il Mediterraneo, come hub culturale e anche logistico. In più, mi piacerebbe spingere per investire risorse importanti sulla sanità. Abbiamo bisogno di pagare meglio i medici e gli infermieri, e di portare maggiore qualità nell'erogazione della risposta alla domanda di salute.

I sondaggi segnalano in molti Paesi un avanzamento delle destre, cosa ne pensa?

Anche l'altra volta c'era stato un allarme sull'avanzamento delle destre, già si parlava di Le Pen… francamente penso che si riconfermerà l'attuale assetto di alleanze.

Meglio così, per il Sud?

Il Sud è un tema tanto per la destra quanto per la parte che ha governato finora. Bisogna metterlo al centro dell'attenzione, potenziarlo. Non possiamo tenere un'Europa a due velocità, né tantomeno un'Italia a due velocità. Ad esempio, bisogna immaginare una politica industriale europea. Il Sud ha fame di lavoro, ha bisogno di un intervento imprenditoriale sostenuto e indirizzato da una politica industriale, che devono fare lo Stato italiano e anche l'Europa. Se continuiamo a limitarci a illudere e assistere il Sud, sbagliamo. Lo dico con sincerità. Il Sud è fatto anche di giovani con una fervida intelligenza, dobbiamo puntare su di loro.

Ha citato prima il diritto di veto nell'Unione europea: perché è un tema che dovrebbe interessare ai cittadini?

Oggi sembra che l'Europa guidi una Ferrari con la prima. Basta un Paese – con tutto il rispetto – come l'Ungheria di Orban o Malta, che si mette di traverso, e si blocca qualsiasi cosa. Allora forse bisogna ragionare: siamo in 27 o siamo in 20 a voler fare le cose? Se siamo in 20, forse dobbiamo essere meno ma almeno essere più celeri, più incisivi. Così si può parlare di difesa unica, si può immaginare un piano industriale europeo, una giustizia riformata complessivamente omogenea. Le grandi sfide vanno affidate meno al nazionalismo e più all'Europa, a tutela di tutti.

Alle ultime elezioni regionali in Basilicata, le preferenze che ha ottenuto sono state molto importanti per far vincere il centrodestra di Vito Bardi. Se non dovesse essere eletto alle europee, cercherà un incarico in giunta?

Io sono uno scaramantico, non anticipo mai queste cose. Azione in Basilicata esprime due consiglieri regionali ed entrerà sicuramente in giunta. Non si è ancora riunita la direzione, per dire chi è più opportuno che faccia parte nella giunta. Siamo tutti pronti a fare due passi avanti e due passi indietro.

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