In viaggio di nozze nella settimana in cui i contagi salgono in maniera vertiginosa. Per questo motivo l’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, è finito al centro della bufera. L’assessore della giunta guidata da Alberto Cirio è finito sotto attacco non solo da parte dell’opposizione, ma anche della stessa maggioranza, con il suo partito – la Lega – che sembra intenzionato ad approfondire la questione e a vederci chiaro. Icardi è finito sotto attacco perché è stato assente negli ultimi giorni, nella settimana peggiore per la crescita dei contagi da Covid-19 in Piemonte. Un’assenza dovuta non a impegni istituzionali, ma alla sua luna di miele.

L'assessore si giustifica spiegando di esser stato via solo cinque giorni, “viaggio compreso, durante i quali sono sempre stato operativo. Ho continuato costantemente a lavorare in smart working, partecipando coi i miei dirigenti alle sedute della giunta regionale e alle riunioni sull’emergenza Covid. Le critiche sono una evidente strumentalizzazione. E mi auguro che la mia presenza non fisica per cinque giorni non infici l’efficienza della sanità piemontese”.

All’attacco di Icardi si lanciano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Francesca Frediani e Giorgio Bertola: “Icardi ha fallito nel suo mandato e con lui il direttore generale dell’assessorato, Fabio Aimar, che lo stesso Icardi ha fortemente voluto al suo fianco”. Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi, aggiunge: “Da troppe settimane stiamo attendendo da lui o dalla Giunta un’informativa che spiegasse quale sia davvero la situazione della sanità in Regione. Volevamo avere notizie riguardo ai pochi tamponi giornalieri fatti in Piemonte, ai laboratori che devono processarli, al funzionamento delle Usca e alle tempistiche che intercorrono tra la richiesta del medico di base e l’effettuazione del tampone; credevo che l’assessore fosse in Sicilia per un convegno come aveva lasciato intendere un suo commento polemico rilasciato su Facebook, non sapevo fosse in luna di miele. Ma il punto per noi è un altro: non sono certo i 3-4 giorni di assenza dell’assessore, bensì che l’intero gruppo dirigente che ha gestito da febbraio l’emergenza Covid 19 non si è dimostrato all’altezza”.