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24 Settembre 2021
17:14

Picierno (Pd) a Fanpage.it: “Al Parlamento Ue abbiamo votato, violenza di genere sia eurocrimine”

L’eurodeputata del Partito Democratico, intervistata da Fanpage.it, commenta la decisione del Parlamento europeo di inserire la violenza di genere tra gli eurocrimini: “In Italia abbiamo buone leggi che ci permettono di colpire la violenza, ma in alcuni Paesi non ci sono norme adeguate”. Bisogna ribadire che “ci sono dei valori fondanti su cui non si torna indietro”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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La scorsa settimana il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione Ue di presentare una proposta di legge sulla violenza di genere. Fanpage.it ha intervistato l'europarlamentare del Partito Democratico, Pina Picierno, chiedendole proprio cosa significa questo passo e perché è così importante per i diritti nell'Unione: "Con la relazione che è stata approvata a larghissima maggioranza nel corso dell’ultima seduta plenaria a Strasburgo del Parlamento europeo, abbiamo votato per inserire la violenza di genere tra gli eurocrimini – ha spiegato l'eurodeputata – Sono dei crimini particolarmente gravi che hanno carattere transnazionale, come ad esempio la criminalità organizzata, il terrorismo, la tratta degli esseri umani". Insomma, "per alcuni reati particolarmente gravi c’è una competenza diretta dell’Unione europea".

Picierno ha sottolineato il perché questo passaggio è fondamentale: "Questa definizione giuridica univoca ci consente di riconoscere la violenza e poi di agire in modo, appunto, univoco in tutti gli Stati membri". In Italia "abbiamo buone leggi che ci permettono di colpire la violenza, ma in alcuni Paesi non ci sono norme adeguate". L'eurodeputata dem si riferisce "all’Ungheria e alla Polonia, ma anche a moltissimi Stati membri in cui si giustifica l’assenza di una normativa adeguata sulla base di una presunta sensibilità diversa, e questo naturalmente è intollerabile". Secondo Picierno "il segnale arrivato dal Parlamento è importante", ma ora "tocca al Consiglio, che deve mettere in atto la procedura di modifica del Trattato che non è semplicissima". C'è fiducia grazie al "segnale chiaro della Commissione europea attraverso il discorso della presidente Von der Leyen".

Ci sono alcuni valori fondanti dell'Unione europea "su cui non si torna indietro e sui quali ci deve essere l’accordo di tutti quanti coloro i quali si ritengono membri dell’Unione stessa – ha continuato Picierno – Ci sono alcune cose non negoziabili, come la violenza contro le persone Lgbt". Questo collegamento è particolarmente importante, perché "la radice della violenza contro le donne e di quella contro le persone Lgbt è la stessa: il maschilismo, la mascolinità tossica". Secondo l'eurodeputata "c'è una cultura patriarcale molto diffusa", ma "riconoscendo questa radice comune possiamo debellare tutte le forme di discriminazione e di violenza". Ad esempio "quando alcune città polacche si sono dichiarate ‘Lgbt free' c’è stata una reazione durissima delle istituzioni europee, prima attraverso una risoluzione del Parlamento europeo e poi con una sanzione adottata dalla Commissione". Bisogna ribadire che "ci sono dei valori fondanti su cui non si torna indietro".

Su questi temi sembra esserci uno scollamento tra nuove generazioni e opinione pubblica da una parte e il dibattito politico dall'altra: "Ne sono assolutamente convinta, su questi temi io vedo un Paese molto più avanti rispetto alla politica", anche se "non tutta, perché devo ricordare che la posizione del Pd per esempio sul ddl Zan è molto netta e io ne sono felice", ha commentato Picierno. In generale, però, "registriamo una fatica dei movimenti politici, una fatica della politica e delle istituzioni a stare dietro a un Paese che invece si sente molto più avanti, che è molto più libero e consapevole del fatto che è a partire dal riconoscimento delle libertà di ciascuno che il Paese può progredire".

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