Piano casa, Salvini traccia i prossimi passi: 1,2 mld per recuperare 60mila alloggi e ‘rent to buy’

Il ministro dei Trasporti Salvini durante il question time alla Camera traccia una nuova tabella di marcia per il Piano casa annunciato dal governo Meloni la scorsa estate per rispondere alla crisi abitativa, piano poi confermato dalla premier durante la conferenza stampa di inizio anno.
Come ha ricordato il deputato pentastellato Agostino Santillo in Aula, in questo momento in Italia ci sono 4 milioni di cittadini in condizioni di povertà abitativa e 300mila famiglie in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio: "Il governo ciancia di un imminente Piano casa dal 2023. Siamo alle parole e fino ad ora sono stati utilizzati solo fondi del Pnrr già stanziati dai precedenti governi. Qual è lo stato attuale di avanzamento del vostro fantomatico Piano casa?".
La premier parlava di "100mila nuove case a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni". Il governo oggi alza l'asticella, prevedendo un Piano casa di dimensione superiore agli 8 miliardi. Lo ha detto domenica scorsa il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti, ricordando che ci saranno anche interventi "di natura privata", come avevamo scritto in quest'articolo.
"Ci sono 60mila immobili che fanno parte del patrimonio di regioni, comuni e province che non li stanno utilizzando perché le situazioni in cui versano ne precludono l'utilizzo – ha detto Foti -. Questi fondi potranno servire anche a renderli utilizzabili, a vantaggio della edilizia residenziale pubblica e sociale".
Inizialmente sul Piano sembrava ci fosse una manciata di soldi, appena 660 milioni di euro. Con la legge di Bilancio poi il governo aveva previsto di aumentare lo stanziamento: ccosì il perimetro del Piano è cambiato, ed è stato agganciato a fondi europei, utilizzando i soldi del Fondo clima sia del fondo Sviluppo e coesione. Ad oggi le risorse complessive ammontano a circa 1 miliardo: circa 970 milioni spalmati tra 2026 e 2030, con le aggiunte dell'ultima manovra, pari a 116 milioni nel 2026 e 216 milioni nel 2027.
"Stamattina a palazzo Chigi abbiamo avuto una riunione per definire uno strumento finanziario d'urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale e pubblica, con cantieri che partiranno già nel 2026: 1 miliardo e 200 milioni di euro per recuperare circa 60mila alloggi attualmente non utilizzabili per carenze manutentive, restituendoli alle famiglie che sono in lista d'attesa per l'assegnazione di una casa popolare", ha detto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, durante il question time alla Camera. "Il tema dell'emergenza casa c'è, è evidente. Stiamo lavorando a un piano casa che non si vedeva dagli anni Settanta-Ottanta. Per la prima volta nella storia in questa legge di bilancio ho chiesto di istituire un fondo di 20 milioni per i genitori separati che dopo la separazione perdono i figli e la casa".
"Sull'ampliamento dell'offerta abitativa, nell'ultima legge di Bilancio, come ministero delle infrastrutture, abbiamo già disposto un primo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro che vogliamo destinare in prima istanza alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale nelle diverse aree del paese", ha spiegato il vicepremier. "L'obiettivo è di partire con una sperimentazione per regione già dall'anno 2026 con questo miliardo a disposizione". Inoltre, "in queste settimane il lavoro che il Mit, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri, sta portando avanti un programma integrato di interventi che non si limita solo alla gestione dell'emergenza dell'edilizia residenziale pubblica, ma tende a intervenire sulla cosiddetta fascia grigia, ovvero quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non è abbastanza capiente, ma non ha i requisiti sufficienti per accedere all'edilizia sovvenzionata".
"Ricordo che in queste ore sono al lavoro tecnici e operai per il Piano di riqualificazione degli alloggi che prevede il recupero di 10mila alloggi pubblici entro la fine del mese di giugno per ulteriori 2,8 milioni".
Per la cosiddetta ‘fascia grigia', cioè coloro che non sono abbastanza indigenti da essere inserirti nelle liste per le case popolari, ma non sono abbastanza benestanti per accedere all'affitto o all'acquisto in un immobile. il governo pensa al sistema del ‘rent to buy': in pratica un contratto della durata massima di 10 anni, introdotto nel nostro ordinamento dal decreto Sblocca Italia del 2014 (poi convertito in legge), sul modello del vecchio affitto con riscatto. Il proprietario consegna fin da subito l'immobile al conduttore (e futuro acquirente), che pagherà un canone. Dopo il periodo di tempo fissato nello stesso contratto, il conduttore può decidere se acquistare il bene, sottraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati.
"Scalare il canone di affitto per poi riscattare l'immobile in proprietà", ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.