L’obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno, previste per la seconda metà di aprile, sembra tutt’altro che raggiungibile. Il problema? Non la difficoltà nel somministrare le dosi, ma la mancanza di vaccini. Ad aprile, infatti, l’Italia dovrebbe ricevere 8 milioni di dosi. A dirlo è stato il commissario per l’emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo: “Le previsioni circa le forniture di vaccini per il mese di aprile confermano il trend attualmente in crescita, con oltre 8 milioni di dosi in arrivo, 400mila delle quali del tipo di Johnson & Johnson”.  L’Italia, quindi, riceverà poco più di 8 milioni di dosi in un mese. Considerando che oggi il picco di dosi somministrate in un giorno è di poco oltre le 280mila, si può fare un primo calcolo: andando avanti a 280mila dosi al giorno (quindi, considerando che è una media, accelerando rispetto al ritmo attuale che subisce dei rallentamenti nel weekend), servirebbero 8,4 milioni di dosi. Più di quante non ne riceverà l’Italia ad aprile.

Vaccini, le 500mila dosi al giorno difficili da raggiungere ad aprile

L’obiettivo fissato da Draghi e Figliuolo è quello di raggiungere le 500mila somministrazioni al giorno nella seconda metà di aprile. Se pure il ritmo delle vaccinazioni non dovesse crescere nei prossimi giorni, l’Italia continuerebbe a somministrare mediamente circa 240mila dosi (questa la media degli ultimi 7 giorni). Vorrebbe dire arrivare a metà aprile avendo somministrato circa 3,6 milioni di dosi e per la seconda metà del mese ne resterebbero soltanto poco circa 4,5 milioni. Che si potrebbero somministrare con una media di circa 300mila dosi al giorno. Cifra molto lontana dal traguardo delle 500mila somministrazioni al giorno. A favore delle previsioni di Draghi e Figliuolo gioca un elemento: nelle prossime ore, entro il prossimo giovedì, arriveranno le dosi arretrate di marzo: 500mila da Moderna, un milione da Pfizer e 1,3 milioni di AstraZeneca. Questo potrebbe permettere di aumentare leggermente il ritmo delle vaccinazioni, ma considerando anche le scorte da mettere da parte (circa il 10% delle dosi ricevute), parliamo di un incremento minimo.

Le dosi in frigo: scorte da usare ad aprile

Altro elemento che può favorire un’accelerazione del piano vaccinale è quello riguardante le dosi consegnate alle Regioni ma ancora in frigo. Le scorte ammontano, al momento, a poco meno di due milioni. Da aggiungere, quindi, ai vaccini da somministrare ad aprile, sempre considerando che è necessario tenere da parte alcuni vaccini per i richiami, soprattutto nei casi di Pfizer e Moderna che richiedono la seconda dose a distanza più ravvicinata. D’altronde alcune Regioni hanno già comunicato nelle scorse ore di aver bisogno di ricevere al più presto le dosi, essendo altrimenti costrette a interrompere le vaccinazioni: è quanto successo, per esempio, nel Lazio e in Veneto. Alla fine, però, le dosi di AstraZeneca sono arrivate in tempo. Ma non è detto che questo problema non si possa ripresentare anche nelle prossime settimane. E l’obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno sembra sempre più lontano.