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Perché si parla di nuovo di Mes, cos’è il Fondo salva Stati e a cosa serve

Il Mes, o meccanismo europeo di stabilità, è un’organizzazione che ha lo scopo di aiutare gli Stati che si trovano in difficoltà finanziaria con dei prestiti. Una riforma nel 2021 ha cambiato il suo funzionamento, e l’Italia è l’ultimo Paese a non averla ratificata.
A cura di Luca Pons
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La ratifica della riforma del Mes "sarebbe vantaggiosa per tutti", anche se "riconosciamo la sensibilità della questione nel Parlamento italiano" e per questo "continueremo a lavorare certamente con il Governo italiano per fare progressi". A dirlo è stato il presidente dell'Eurogruppo (che raccoglie i ministri dell'Economia dell'Unione europea), Paschal Donohe. "Vogliamo continuare a lavorare con il ministro (Giancarlo Giorgetti, ndr) per fare progressi nella ratifica del trattato perché quel trattato permetterà di approfondire l'unione bancaria e rafforzare la capacità dell'Ue di fronteggiare situazioni di dissesto che dovessero verificarsi in futuro".

Cos'è il Mes e come è cambiato con la riforma

Il Meccanismo europeo di stabilità, o Mes, è chiamato anche Fondo salva Stati. Si tratta di un'organizzazione creata nel 2012 – dopo le forti crisi bancarie di diversi Paesi europei, tra cui l'Italia – con lo scopo di dare sostegno ai Paesi dell'Euro che hanno più difficoltà finanziarie. Fino a oggi hanno ricevuto supporto dal Mes Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Cipro.

Gli Stati che fanno parte dell'Eurozona accettano di versare una quota al Mes, creando un fondo da utilizzare, se ce ne fosse bisogno, in caso di crisi finanziaria di un Paese membro. In questo modo, i mercati sono rassicurati: i Paesi europei hanno un fondo molto ampio da cui prendere risorse e non c'è il rischio di un default completo. Per chi ottiene le risorse in prestito ci sono poi dei paletti: deve rispettare un piano di risanamento della propria economia, sostanzialmente imposto dal Mes, per evitare che le crisi si ripetano.

Nel 2021, gli Stati membri dell'Unione europea hanno concordato una riforma del Mes. Questa ha cambiato una parte dei meccanismi previsti per accedere ai fondi da parte degli Stati che ne fanno richiesta. Ad esempio, i governi che gestiscono la misura – cioè tutti i 19 Paesi che ne fanno parte, inclusa l'Italia – potrebbero chiedere allo Stato in difficoltà di ristrutturare il proprio debito (mettersi d'accordo con i creditori per pagare meno). In più, il Mef si potrà utilizzare anche per salvare banche in difficoltà, se necessario.

Perché si parla di Mes e cosa ne pensa il governo Meloni

Questa modifica, approvata nel 2021, richiede la ratifica da parte di tutti gli Stati membri. Ratificare la modifica non significa chiedere di accedere ai fondi del Mes, ma solo dare la propria approvazione all'accordo già raggiunto. Il governo Meloni si è sempre detto contrario all'accesso al Mes – tanto che a dicembre la presidente del Consiglio ha detto di poter "firmare con il sangue" la garanzia che l'Italia non utilizzerà il Fondo salva Stati. E anche sulla ratifica ci sono state diverse esitazioni.

Sempre a dicembre, rispondendo a una domanda sul Mes, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che bisognava valutare altre modifiche al meccanismo, e che in ogni caso serviva un "adeguato e ampio dibattito in Parlamento" prima di decidere sulla questione. Nel frattempo, questo dibattito non c'è ancora stato. Nel frattempo, l'Italia è rimasta l'unico Paese che non ha ratificato la modifica.

Le richieste ripetute dell'Europa: "Il Mes è una difesa per tutti, l'Italia ratifichi la modifica"

"Ci adopereremo al massimo per fornire tutti gli argomenti necessari al governo italiano per procedere con la ratifica", ha detto il direttore del Mes Pierre Gramegna. Il direttore ha annunciato che terrà degli altri incontri in Italia "nelle prossime settimane", ricordando che l'impatto sui mercati finanziari che si è visto dopo il fallimento della Silicon Valley Bank sottolinea "l'importanza di ratificare il trattato da parte di tutti i Paesi", perché i meccanismi di tutela delle banche forniti dal Mes sono "uno dei miglioramenti principali offerti dal nuovo trattato".

In passato, il presidente dell'Eurogruppo Donohe ha chiesto di negoziare "accordi con la buona fede che tutte le parti rispettino i propri impegni", sottolineando che nella situazione "molto difficile" dell'Europa, ogni "passo per rafforzare l'Unione economica e monetaria invia un segnale forte". Per questo, ha ribadito che il Mes è "fondamentale" perché offre "strumenti più comuni per affrontare la crisi".

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