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Perché molti nell’opposizione stanno criticando il duello TV tra Giorgia Meloni e Elly Schlein

Il 23 maggio, su Rai 1, Elly Schlein e Giorgia Meloni si affronteranno in un dibattito a due – inedito per le competizioni elettorali in Italia – a poche settimane dal voto per le europee. L’annuncio ha sollevato però le proteste di altri esponenti dell’opposizione, secondo cui si violerebbero le regole sulla par condicio.
A cura di Luca Pons
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A poche ore dall'annuncio, sono già partite le polemiche. Il confronto televisivo tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, che si terrà su Rai 1 la sera del 23 maggio, ha attirato le contestazioni degli altri esponenti dell'opposizione. La critica, infatti, è che un dibattito a due tra la presidente del Consiglio e la segretaria del primo partito dell'opposizione possa dare l'impressione agli elettori che alle europee ci saranno solo questi due schieramenti: Fratelli d'Italia e Partito democratico. Invece, poiché le europee saranno elezioni con il metodo proporzionale, tutti i partiti si presenteranno in autonomia: non ci saranno coalizioni.

"Si parla di par condicio, occupazione della Rai e TeleMeloni, ma il confronto a due fra Meloni e Schlein all'interno di un'elezione proporzionale non disturba nessuno?", ha scritto il leader di Azione Carlo Calenda sui social. "Le regole democratiche devono valere sempre e per tutti, allo stesso modo, non solo quando ci fa comodo che vengano rispettate", ha aggiunto, per poi lanciare la richiesta: "Si organizzi subito un dibattito fra tutte le maggiori componenti politiche in corsa".

Oggi, in un'intervista a Repubblica, Bruno Vespa – che condurrà il dibattito – aveva già anticipato alcune di queste critiche: "Par condicio significa garantire parità di condizioni, quindi un minuto dopo aver ricevuto conferma da Meloni e Schlein è partito l'invito per Conte e Salvini", aveva spiegato. "Dopodiché, alla luce delle regole che l'Agcom stabilirà la settimana prossima, vedremo come assicurare lo stesso spazio agli altri leader politici". Il piano sarebbe questo: "Prima si sfidano i due partiti più forti di maggioranza e opposizione, poi i secondi, poi i terzi e così via".

Questo però non è bastato a placare le polemiche. Tutti gli esponenti del Movimento 5 stelle nella commissione di Vigilanza Rai hanno diffuso una nota affermando: "Vespa parla di partiti di maggioranza e di opposizione, quando è noto che alle europee tutte le forze politiche partecipano in condizioni di parità e senza alcun vincolo di coalizione". E ancora, soprattutto: "La delibera della commissione di Vigilanza sui confronti è molto chiara quando chiede che siano i più ampi possibili, stabilendo un minimo di tre partecipanti. È chiaro quindi che un confronto solo a due veicola un messaggio errato agli elettori, spinti a pensare che la principale alternativa in campo sia quella tra Schlein e Meloni, e questo non è vero".

Anche la presidente della commissione Vigilanza, Barbara Floridia, è intervenuta. Floridia ha sottolineato che il confronto Schlein-Meloni "non deve determinare disparità di trattamento tra le forze politiche, nel pieno e assoluto rispetto della par condicio". Per questo, ha annunciato: "Invierò una lettera ai vertici Rai e ad Agcom per ottenere tutte le garanzie sulla parità di condizioni fissate dal Servizio pubblico nei confronti televisivi". E ha concluso: "È di tutta evidenza il dovere inderogabile della Rai di impedire ogni indebito vantaggio di alcune forze politiche rispetto ad altre, evitando di ingenerare negli spettatori una percezione errata sulla competizione elettorale".

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