Perché Epstein era interessato all’ascesa politica di Matteo Salvini e cosa c’è nei file

con la collaborazione di Marco Billeci
La nuova tranche di cosiddetti "Epstein files" pubblicata dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contiene milioni di documenti: messaggi, mail, foto, video. L'attenzione internazionale si concentra sulle accuse rivolte a Donald Trump, ma nei file c'è anche un po' di Italia. In particolare, più di una volta spunta il nome del segretario della Lega Matteo Salvini.
Un chiarimento va fatto subito: non risulta nessun legame tra Salvini e i traffici sessuali portati avanti dal finanziere statunitense. Quello che emerge, invece, è che Epstein era piuttosto interessato alla politica europea, e in particolare alla crescita dell'estrema destra. Gran parte delle conversazioni che menzionano Salvini sono con Steve Bannon, stratega politico vicino a Donald Trump.
Si parla delle strategie migliori per sostenere Salvini, Orban, Le Pen e altri, e della possibilità che il leader leghista trionfi nel voto europeo e poi convochi nuove elezioni in Italia per andare al governo. E c'è anche un riferimento ai fondi elettorali.
Gli scambi risalgono a un periodo tra il 4 marzo 2018, data delle elezioni politiche in Italia, e il 26 maggio 2019, quando si votò per il Parlamento europeo. Era il periodo in cui la Lega di Matteo Salvini era all'apice della sua forza elettorale.
I faccia a faccia Bannon-Salvini dopo le elezioni
La prima volta che il nome di Salvini appare negli Epstein files, e a menzionarlo è proprio Bannon. È il 4 marzo 2018, in Italia ci sono le elezioni politiche in cui la Lega otterrà circa il 18%, andando poi a formare il governo con il Movimento 5 stelle.
Epstein chiede a Bannon "come sta andando", e il trumpiano risponde: "Epico. La mia intervista oggi è in prima pagina sul più grande giornale del Paese. Ora vado a Milano per incontrare Salvini". Il riferimento è a un'intervista in cui Bannon spingeva proprio per una coalizione tra M5s e leghisti, dicendo di sentire in Italia "lo stesso clima del periodo pre-Trump".
Quel giorno, quindi, lo statunitense avrebbe incontrato Salvini. La risposta di Epstein è sintetica, ma entusiasta: "Ottimo".

Pochi giorni dopo, l'8 marzo, ancora nel pieno delle trattative post-elettorali (il governo giallo-verde non sarebbe nato fino a giugno) c'è un altro scambio tra Bannon ed Epstein. Il primo è ancora in Italia, e presto inizierà un tour in Europa per incontrare altre forze di estrema destra, in particolare il Front National di Marine Le Pen. Prima, però, ha altri appuntamenti: "Sto andando a Milano proprio ora per una riunione con Salvini. Sembra che stasera Grillo e domani Roma e Berlusconi e 5 stelle", si legge.

Il 10 marzo, mentre la corrispondenza di messaggi tra i due continua fitta, Bannon chiarisce il suo piano: puntare a un trionfo dell'estrema destra alle elezioni europee in programma per l'anno dopo. Anche perché, a quanto dice, ormai sono diversi i partiti che fanno riferimento a lui: ci sono praticamente tutte le forze principali della destra radicale europea. "Ora sono consigliere per il Front (National, ndr); Salvini/la Lega; AfD; Swiss People's (Party, ndr); Orban; Land and Freedom; Farage". E ancora: "Il prossimo maggio ci sono le elezioni del Parlamento europeo — possiamo andare da 92 seggi a 200 — fermare qualunque legislazione sulle criptovalute o qualunque altra cosa vogliamo".

Le ambizioni di Epstein: "L'Europa può essere moglie, non amante"
Lo sguardo di Bannon, e quindi di Epstein, si sposta quindi dall'Italia all'Europa. A luglio il tema ritorna, questa volta in uno scambio di mail. Bannon invia al finanziere un articolo che riguarda The Movement, l'organizzazione fondata da Bannon stesso per coalizzare le forze politiche di estrema destra nel continente. Tra queste è citata anche la Lega.
Dopo uno scambio iniziale, Epstein dispensa consigli: "Se vuoi giocare qui, dovrai passarci tempo, l'Europa da remoto non funziona. Un sacco di tempo faccia a faccia e prese per mano". Poi continua: "È fattibile, ma richiede molto tempo, ci sono tanti leader di Paesi con cui possiamo organizzarti un incontro diretto. Tuttavia. Dovrai venire, restare 8-10 giorni, poi non più di due settimane dopo, la stessa cosa. La paura è che tu alimenti le loro speranze ed emozioni e poi li abbandoni. Penso che tu debba puntare a essere un ‘insider', non uno che arriva da fuori e fa avanti indietro con i voli".

Bannon è entusiasta: "Come faccio???". Il finanziere chiude con una massima: "L'Europa può essere una moglie, non un'amante". Poi chiarisce il suo ruolo: "Ricordati, io non conosco la tua strategia. Tuttavia, tutto quello che va bene per te — io sono dentro".

"Sei sulle ginocchia di Salvini?" "Al contrario"
Passata l'estate, l'argomento Salvini ritorna. Il 7 settembre Bannon incontra di nuovo a Roma il leader della Lega – nel frattempo diventato ministro dell'Interno e vice di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Il giorno dopo, all'ora di pranzo, lo stratega segnala al finanziere un articolo pubblicato dal New York Times: si parla di un voto sulla Tav nel Parlamento italiano, in cui la linea della Lega ha avuto la meglio su quella del Movimento 5 stelle. "Ottimo lavoro", risponde Epstein. "Sento che ora le cose stanno cambiando", continua Bannon.
Poi uno scambio che sembra dirla lunga su come i due vogliano manipolare la politica italiana ed europea: "Speriamo che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini", dice Epstein. "Al contrario", replica Bannon (usando l'espressione "vice versa", che in inglese spesso ha un'accezione leggermente diversa dall'italiano). "Lol. Ma lui non se ne accorge. Ahhh il potere dell'oscurità", conclude Epstein prima di cambiare argomento.

Quella sera, Bannon contatta di nuovo il finanziere, questa volta per inoltrargli via mail un articolo del Guardian sul fatto che Salvini ha ufficialmente unito al Movement lanciato da Bannon stesso. "FANTASTICO", risponde Epstein.

Il piano degli americani: "Salvini vince le europee poi convoca nuove elezioni in Italia"
Il 10 dicembre, Bannon prospetta addirittura un piano specifico per l'Italia: "La destra ora ha la classe lavoratrice dalla sua parte sull'immigrazione — Macron è collassato stanotte, Merkel è morta — vinciamo il 60% del Parlamento europeo la prossima primavera — Salvini convoca elezioni la settimana dopo — fatto, fatto, fatto". Con un laconico commento di Epstein: "Accidenti, che Dio abbia pietà delle loro anime". E l'insistenza di Bannon: "Possiamo gestire noi le cose qui".

È il momento di massima ambizione, per lo stratega statunitense. Non è noto se queste valutazioni abbiano avuto un peso sulla strategia di Salvini. È vero, però, che dopo il successo alle elezioni europee del 2019 il leader leghista avrebbe spinto per la rottura con il Movimento 5 stelle, facendo cadere il governo. Solo che, a differenza di quanto previsto da Bannon, non ci sarebbero state elezioni: con un cambio di schieramento del M5s, sarebbe nato il secondo governo Conte con il Pd. E per il Carroccio sarebbe iniziato un periodo di declino dei consensi elettorali.
Bannon, però, a dicembre del 2018 era convinto di avere la politica europea in pugno. Tanto che lo stesso Epstein, due giorni dopo, lo invitava a rallentare: "Sul volo di ritorno, prenditi del tempo per valutare la tua posizione sulla scacchiera. Devi riposare! Bolsonaro, Le Pen, Salvini, Wilbur, non mi piace l'andamento. Ricordati, penso che Icaro avesse il jet lag. Non puoi permetterti di sbagliare, e stai correndo molto in fretta".
Bannon: "Sto raccogliendo soldi per Salvini e Le Pen"
Con il passare dei mesi, i riferimenti alle europee si fanno sempre più espliciti e frequenti. Il 5 marzo 2019, a pochi mesi dal voto, Epstein scrive a Bannon che "Miro" è "preoccupato perché il Parlamento europeo sembra essere uscito dai tuoi radar". Probabilmente si tratta di Miroslav Lajcak, all'epoca ministro degli Esteri slovacco, che pochi giorni fa si è dimesso dall'incarico di consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro Robert Fico proprio per le rivelazioni contenute nei file.
La risposta di Bannon è secca: "Non è uscito — mi sono solo concentrato sul raccogliere soldi per Le Pen e Salvini così che possano candidare liste complete". Non è chiaro a quali soldi si faccia riferimento, se e come siano stati consegnati alla Lega, e come il partito li abbia poi eventualmente contabilizzati.

Le elezioni europee e la delusione per il risultato della Lega: "Ora è Le Pen che comanda"
La tranche finale di comunicazioni tra Bannon e Epstein arriva a ridosso delle elezioni del 25-26 maggio 2019. L'11 maggio, il finanziere chiede a Bannon di "concentrarsi sull'Europa. Salvini, Orban, il Movement ecc". E ancora: "Voglio che ti vedano come un consigliere fidato".
Dieci giorni dopo, la conversazione tra i torna sulle europee, con le critiche a Emmanuel Macron ("Zero energia", dice Epstein; "Se perde di un voto è finita", aggiunge Bannon), e lo stratega cita di nuovo Salvini. Dice che sta "perdendo terreno in Italia".
Subito prima delle elezioni Epstein, parlando con una terza persona (identificata solo come Jabor) dice "Salvini potrebbe rinforzarsi". Ma è la predizione di Bannon ad avverarsi.
L'ultimo scambio tra i due che riguarda il leader leghista avviene il 26 maggio, giorno in cui in Italia si vota per il Parlamento Ue. Bannon commenta lo spoglio in diretta: "Salvini tra 28 e 31 (seggi, ndr) — ha raggiunto il picco troppo presto. Avrebbe dovuto prenderne 34/35. Ora è Le Pen che controlla la situazione. Ha guadagnato il 2% da quando sono arrivato qui e ho iniziato a battere". Il bilancio per Epstein è comunque positivo: "Macron giù? Boris su. Merkel giù. Tu su. OTTIMO".

Epstein e Salvini si sono mai incontrati?
È la fine delle conversazioni di Epstein su Salvini. Anche perché meno di due mesi dopo, a inizio luglio, sarebbe stato arrestato per traffico di minorenni, e il 10 agosto sarebbe morto in carcere.
Un dubbio che le conversazioni non possono sciogliere, apparentemente, è se i due si siano mai incontrati. Tra tutte le menzioni del leader leghista, solo uno sembra poter indicare un eventuale contatto diretto tra Salvini ed Epstein, ma non si tratta certo di una prova chiara.
Si tratta di una conversazione tra il finanziere e Nicole Junkermann, imprenditrice tedesca che appare migliaia di volte nei file. Epstein le fa sapere che potrebbe andare a Roma il giorno successivo. Junkermann risponde: "Oh no… Che peccato non essere lì. Salvini sarà interessante". Come detto, non è una conferma che ci sia stato un incontro tra i due. Il 30 marzo 2019, per la cronaca, Matteo Salvini parlò al congresso della famiglia di Verona (non a Roma, quindi).

C'è anche un messaggio di alcuni giorni prima, il 3 marzo 2019, in cui Epstein scrive a una figura non identificata (un politico europeo con un ruolo nell'Osce) che "Salvini non parla inglese". È l'unica altra occasione in cui Epstein cita il leader leghista a una persona diversa da Bannon. Il commento si inserisce in un discorso sugli equilibri internazionali: "Senza un'America forte, il vuoto è pericoloso. Merkel è alla fine, Macron danneggiato. Brexit e May, un disastro. Bibi sotto accusa". E, appunto, "Salvini non parla inglese".