Perché il gasolio costa molto più della benzina: c’entra la guerra in Iran, ma anche il governo Meloni

Chiunque ha fatto rifornimento nelle ultime settimane se n'è reso conto: con lo scoppio della guerra in Iran e la conseguente crisi energetica, il prezzo della benzina e del gasolio sono entrambi saliti parecchio, ma il secondo ha fatto registrare una vera e propria impennata. Oggi la differenza è notevole: il diesel costa circa 35 centesimi in più al litro rispetto alla benzina. Alla base di questa differenza c'è il diverso utilizzo dei due tipi di carburante, ma anche la scelta fatta dal governo Meloni di ‘riallineare' le accise con l'ultima legge di bilancio, alzando quelle sul gasolio di 4,05 centesimi dal 1° gennaio 2026.
Quanto costano oggi benzina e gasolio al distributore
Oggi, lunedì 6 aprile, il ministero delle Imprese ha comunicato come sempre i prezzi al distributore. In media la benzina costa 1,78 euro al litro, mentre il gasolio ben 2,14 euro al litro. E questi sono i numeri sulla rete stradale. Se si va in autostrada c'è un ulteriore aumento: 1,816 per la benzina e 2,157 per il diesel. E questi sono i numeri che risultano dopo il taglio delle accise temporaneo deciso dal governo, che resterà in vigore fino al 1° maggio.
La differenza, come detto, è di circa 34-35 centesimi al litro tra i due tipi di carburante. Un distacco ancora più significativo se si pensa che, a dicembre dello scorso anno, il dato era di 1,68 euro al litro per la benzina e 1,64 euro al litro per il diesel. Da allora la prima è salita di circa dieci centesimi, mentre il gasolio di circa cinquanta centesimi.
La guerra in Iran e gli utilizzi del diesel
Il motivo principale per il rialzo generalizzato dei prezzi è la crisi energetica causata dalla guerra in Iran. Il conflitto comporta anche il blocco dello stretto di Hormuz, che impedisce la circolazione di grandi quantità di petrolio. E dal petrolio, dopo le dovute lavorazioni, derivano i carburanti fossili. Non è un caso che sui mercati finanziari sia bastato accennare all'ipotesi di un cessate il fuoco tra Iran, Usa e Israele (con annessa riapertura dello stretto) per far scendere temporaneamente il prezzo dei carburanti.
Il conflitto spiega perché i prezzi siano saliti, ma non perché il gasolio abbia visto un'accelerazione così. Il motivo principale è come viene usato. Il diesel serve per il trasporto – camion, navi, aerei – e anche in settori come la pesca e l'agricoltura. Tutti ambiti in cui è difficile pensare di farne a meno. Infatti l'ultimo decreto Carburanti del governo prevede anche uno sconto sulle tasse pari al 20% delle somme spese per il diesel in agricoltura.
La conseguenza di questa situazione è che il gasolio è molto più ‘esposto' della benzina agli aumenti di prezzo. Quando le cose si complicano, i produttori sanno che possono alzare i prezzi di parecchio: chi deve utilizzarlo non potrà fare a meno di comprarlo, anche se le tariffe si impennano.
Insomma, se il proprietario di un'auto a benzina in molti casi può decidere di limitare l'uso della macchina, magari cercando alternative più scomode ma anche più economiche fino a quando il prezzo del carburante non torna a scendere, per il gasolio non è così semplice. I camion che trasportano le merci per migliaia di chilometri non possono semplicemente fermarsi, se non causando pesantissime conseguenze su tutta l'economia. Lo stesso vale per le navi merci, gli aerei, i mezzi agricoli.
Le accise aumentate dal governo Meloni a gennaio
Nel caso italiano, poi, c'è una particolarità. Tutte le cose dette finora sul gasolio si aggiungono al fatto che, dall'inizio dell'anno, il governo Meloni ha aumentato di 4,05 centesimi le accise sul diesel e ha abbassato di 4,05 centesimi quelle sulla benzina. Il risultato è che già da tre mesi il gasolio ha iniziato a costare più della verde.
Sia chiaro, questo "riallineamento" delle accise non è stato del tutto un'idea del governo. L'Unione europea chiede da tempo di ridurre i sussidi che sono dannosi per l'ambiente. E lo sconto delle accise sul gasolio, rispetto a quelle sulla benzina, era considerato un danno per il clima perché il gasolio è più inquinante.
Con l'ultima legge di bilancio l'esecutivo ha tuttavia accelerato i tempi. Pochi mesi prima aveva stabilito che l'aumento sarebbe stato graduale: un centesimo all'anno, per cinque anni. In questo modo anche l'impatto sull'economia sarebbe stato meno drastico. Invece alla fine ha cambiato idea, e l'incremento di 4,05 centesimi sul gasolio (insieme al taglio sulla benzina) è scattato tutto insieme. Peccato che, due mesi dopo, Stati Uniti e Israele abbiano dato il via alla guerra in Iran causando un aumento improvviso dei prezzi. E così ora in molti rimpiangono quella differenza, pur di pochi centesimi, che c'era fino a dicembre.