1 Marzo 2021
20:04

Pd, Pini a Fanpage: “Vice di Zingaretti sia donna e vicaria, basta ruoli potere a uomini over 50”

La deputata del Pd, Giuditta Pini, spiega a Fanpage.it la proposta di molte esponenti dem di nominare una vicesegretaria donna che abbia anche il ruolo di vicaria. “Speriamo che il ruolo venga dato non a qualcuno che faccia l’ombra del segretario, ma a qualcuno che cerchi di riaprire un pezzo del Pd”, afferma Pini.
A cura di Stefano Rizzuti

Nominare una vicesegretaria donna che abbia il ruolo di vicaria: è questa la richiesta avanzata all’interno del Pd da alcune rappresentanti del partito. Tra di loro c’è anche la deputata Giuditta Pini, che a Fanpage.it spiega perché è fondamentale che il ruolo di vicesegretaria vicaria venga ricoperto da una donna, anche nel caso in cui resti in carica l’attuale vicesegretario Andrea Orlando, da poco diventato anche ministro del Lavoro. “Pare che verrà eletta” una donna come vice, afferma Pini sottolineando che serve, però, che abbia il ruolo di vicario. La deputata sottolinea come con Orlando e con l’ex ministra Paola De Micheli siano stati utilizzati “due pesi e due misure” e che per porre rimedio alla situazione interna ai dem serve discuterne durante il Congresso e parlare di leadership, anche se questo, da solo, non può bastare. Per Pini ora serve una donna vicesegretaria che “cerchi di riaprire un pezzo del Pd”, che è diventato “un partito che chiude, che esclude le persone”.

La proposta di avere una vicesegretaria donna con le funzioni di vicario può in parte risolvere il problema della rappresentanza nel partito?

Non lo risolve, ma visto che nel Pd si dice una cosa e si fa un’altra da troppo tempo, è stato chiesto di mettere una vice donna anche senza le dimissioni di Orlando e se ci sono due vice uno è vicario: se vogliamo fare una cosa vera e non di facciata, la vice deve essere vicario.

Zingaretti ha chiesto a De Micheli, allora vicesegretaria, di dimettersi, ma non ad Orlando. Perché? Prevale un gioco di correnti e ruoli di potere?

Visto che il segretario è lo stesso e il Pd è lo stesso, credo si siano usati due pesi e due misure e credo che esista in politica lo stile, quindi anche se non te lo chiedono – visto il dibattito – se hai un pochino di stile, ti puoi dimettere e poi eventualmente puoi essere confermato in assemblea. Zingaretti ha scelto di chiedere le dimissioni solo a De Micheli e non a Orlando, una scelta chiara che non ha bisogno di molti commenti. Non saprei dire qual è la motivazione, mi sembra una follia fissarsi su questo.

Perché Orlando non si è dimesso?

Questo non lo so, già fare il ministro del Lavoro è complicato, il Pd lo assisterà in tutto e per tutto, non so perché non voglia fare questo gesto che sarebbe anche distensivo. Lui ha risposto che lui non si dimette perché il segretario ha chiesto di non farlo.

C’è il rischio che la nomina di una vicesegretaria rientri ancora nel gioco delle correnti a scapito del merito?

Speriamo che il ruolo venga dato non a qualcuno che faccia l’ombra del segretario, ma a qualcuno che cerchi di riaprire un pezzo del Pd, vediamo se il segretario sarà all’altezza e sarà all’altezza.

Il problema del merito non rischia di rimanere irrisolto con quelle che potrebbero essere delle ‘quote rosa’ interne al partito?

Più che il merito, già c’è questo problema perché tutti i ruoli di potere vero sono in mano a uomini sopra i 50 anni, con un percorso politico chiaro. Escludiamo giovani, migranti, precari. A tutti i livelli, le quote servono, ma servono a dire che il re è nudo.

La ferita dei ministri tutti uomini non è stata ancora rimarginata con la nomina dei sottosegretari?

La ferita è ancora aperta e non si risolve così facilmente. Almeno, però, adesso se ne parla.

Il Pd ha ruoli interni ricoperti da donne, ma all’esterno questo avviene molto meno: è indietro rispetto ad altri partiti che hanno più donne ministre o capogruppo?

Il Pd manca a un livello più alto, manca da tanto, da sempre e in questi ultimi anni la situazione è peggiorata, non solo per le donne. Si è chiusi, diventati un partito che chiude, che esclude le persone. Questo è il motivo per cui è esploso questo caos e questo scandalo sui nomi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Come si può risolvere il problema interno al Pd? Con un Congresso e una nuova leadership?

Con una discussione aperta, serve un Congresso. E intanto serve che iniziamo a parlarci senza ipocrisie. Un Congresso anche sulla leadership, ma il problema non si risolve solo con la leadership.

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