La Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato ha votato contro la richiesta di procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Open Arms. Tredici i voti con cui viene espressa contrarietà nei confronti del processo al leader leghista, solo sette quelli a favore. Il voto finale, comunque, spetterà all’Aula del Senato. È la stessa Ong Open Arms a dirsi preoccupata per quanto avvenuto oggi in Giunta, attraverso un duro comunicato nei confronti delle forze politiche che hanno deciso di votare contro la richiesta di autorizzazione a procedere: “Il voto della Giunta del Senato è un segnale preoccupante che non ci aspettavamo, oggi più che mai è necessario ribadire che esistono diritti inalienabili che non possono essere messi in discussione, primo fra tutti quello alla vita”. Salvini è accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Oggi la Giunta ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere e ora la decisione finale spetterà all’Aula del Senato.

Il caso Open Arms raccontato dall’Ong

Nella nota di Open Arms si ricostruisce quanto avvenuto nell’agosto del 2019, “quando il nostro rimorchiatore, dopo aver soccorso 163 persone durante tre diverse operazioni di salvataggio, prima di raggiungere un place of safety, rimase 21 giorni in mare, sette di quali di fronte alle coste di Lampedusa. In quei 21 giorni abbiamo ottenuto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali con sentenza del Tar del Lavoro”. In quei giorni fu anche disposto lo sbarco dei minorenni, insieme a decine di evacuazioni mediche. L’Ong ricorda anche che ci furono persone che si buttarono in mare nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto, si registrarono episodi di autolesionismo e altri problemi relativi alla tenuta fisica e psichica dei migranti soccorsi.

Open Arms attacca la Giunta per le immunità del Senato

Open Arms entra poi nel merito della votazione di oggi: “La decisione della Giunta di oggi segna una battuta d’arresto verso l’accertamento della verità e verso l’affermazione di un principio inderogabile, alla base della nostra Costituzione di qualunque convenzione internazionale, che stabilisce l’inviolabilità della vita e della dignità delle persone, a prescindere dalla loro provenienza, dal loro sesso, dalla loro appartenenza politica o religiosa”. Da qui nasce un appello: “Ci auguriamo che il Senato voglia compiere una scelta diversa in un momento in cui è sempre più necessario affermare il diritto di tutti e tutte a essere tratti in salvo se in difficoltà, a chiedere protezione, a ricevere accoglienza e cure, rispetto e gentilezza”.

L’Ong non risparmia critiche al governo: “Oggi che l’emergenza sanitaria ha portato il governo italiano a chiudere nuovamente i suoi porti e a utilizzare navi privati per la quarantena dei naufraghi, ribadiamo la nostra preoccupazione per scelte incomprensibili e pericolose”. E infine torna a parlare dei soccorsi nel Mediterraneo: “La nostra imbarcazione è oggi in cantiere per effettuare le riparazioni necessarie che le consentiranno di tornare presto nel Mediterraneo, quel tratto di mare sempre più mortale, diventato oggi l’emblema di un’Europa assente, dove migliaia di vite continuano a chiedere aiuto e sono invece respinte, ignorate, dimenticate”.