Sempre più italiani credono che la Shoah non sia mai esistita. Se nel 2004 questi erano ‘solo' il 2,7%, oggi nel nostro Paese c'è un 15,6% di cittadini che nega che l'Olocausto si sia effettivamente verificato: sarebbe solo un'invenzione (nonostante le numerose testimonianze dei sopravvissuti, agghiaccianti e dolorose). Lo afferma il rapporto Eurispes 2020. Secondo un altro 16,1% di italiani inoltre il fenomeno andrebbe ridimensionato: non avrebbe realmente comportato un numero così elevato di vittime. Le ricostruzioni storiche avrebbero quindi distorto quanto realmente accaduto nei lager nazi-fascisti, gonfiandone la portata. In altre parole: mentre il mondo è ancora pieno di campi di concentramento, in Italia sempre più persone sono davvero convinte che il genocidio degli ebrei per mano di nazismo e fascismo non sia mai avvenuto.

Dei dati preoccupanti, quelli che ci indicano l‘aumento del negazionismo in Italia. Che però non fanno altro che rispecchiare un sentimento che vediamo esplicitarsi sempre più spesso nel nostro Paese. Dalle scritte antisemite sulla porta di casa di una partigiana deportata, agli altri insulti incisi sui muri durante la Giornata della Memoria, fino alle dichiarazioni contro Liliana Segre accusata da Alessandra Mussolini di incitare all'odio nelle sua Commissione contro antisemitismo e odio razziale.

Ma secondo il 61,7% degli italiani i recenti episodi di antisemitismo non sarebbero che casi isolati. Nessun problema in vista, in altre parole. Anzi, per il 37,2% si tratterebbe semplicemente di "bravate messe in atto per scherzo". Oltre la metà degli italiani ritiene che queste vicende siano il risultato di una diffusione di odio e razzismo nel Paese, ma meno della metà, solo un 47,7%, crede che si tratti di una pericolosa recrudescenza del fenomeno.

Questi numeri emergono all'indomani del discorso di Liliana Segre di fronte al Parlamento europeo, in cui la senatrice a vita sopravvissuta ai campi di concentramento ha proprio avvertito contro l'aumentare del negazionismo. "Anche oggi qualcuno non vuole guardare e anche adesso qualcuno dice che non è vero. Dobbiamo combattere questo razzismo strutturale, la gente mi domanda perché c’è ancora l'antisemitismo e il razzismo. Io rispondo che c’è sempre stato, ci sono corsi e ricorsi storici", ha affermato Segre.

Ma non è tutto: sempre secondo quanto riportato dall'Eurispes, per un italiano su 5 Benito Mussolini andrebbe rivalutato. Secondo il 19,8% degli intervistati il dittatore fascista "è stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio". Il ventennio fascista, quindi, non sarebbe uno dei periodi più bui della nostra storia, ma il mandato di un "grande leader" che nonostante qualche errore ha fatto cose buone per il Paese: ecco cosa pensa il (quasi) 20% di italiani.