Nel campo largo i tormenti della ‘quarta gamba’, Maraio (Psi): “Renzi sbaglia, vuole annetterci”

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I socialisti di Avanti Psi, insieme a Progetto civico, rimproverano a Matteo Renzi la volontà di “annetterli” dentro la lista di Casa Riformista per le prossime elezioni politiche. Enzo Maraio (Psi) a Fanpage.it: “Renzi fa un errore, la leadership non è legata all’esenzione della raccolta firme”, prevista dalla nuova legge elettorale.

Non solo di primarie si discute nel campo largo. La segretaria del Pd questa mattina in Direzione ha ribadito la possibilità di misurarsi con gli altri leader della coalizione del centrosinistra, nel caso in cui la nuova legge elettorale ricevesse l'ok definitivo giovedì 8 ottobre: a quel punto la nuova legge imporrebbe l'indicazione del candidato premier prima delle elezioni, pena l'inammissibilità della lista.

Ma lo Stabilucum porta con sé un'altra norma insidiosa, contestata soprattutto dalle forze minori a sinistra: l'obbligo di raccolta di 6-7mila firme a collegio per i partiti non presenti in Parlamento. La norma colpirebbe partiti come Progetto civico di Alessandro Onorato o Avanti PSI di Enzo Maraio, ai quali la norma ‘anti-cespugli' impedirebbe di correre sostanzialmente in questa campagna elettorale.

È per questo che verrebbe in soccorso Giuseppe Conte. Secondo quanto apprende Fanpage.it il piano prevede già la prossima settimana la formalizzazione di una exit strategy, ovvero il M5s potrebbe ‘prestare' alcuni parlamentari a Progetto civico e PSI, in modo che possano creare una loro componente parlamentare alla Camera o al Senato. Una proposta che Conte ha avanzato alla festa di Avanti PSI e a cui ora stanno lavorando Enzo Maraio, Alessandro Onorato. Con loro si coordina anche Riccardo Magi, che a sua volta dovrebbe misurarsi nel congresso di Più Europa, il 4, 5 e 6 dicembre 2026 (dopo lo scontro legale e politico avuto con Benedetto Della Vedova) e che potrebbe perdere la sua componente in Parlamento.

Se questo tecnicismo andasse in porto, Avanti PSI e Progetto Civico non sarebbero costretti a raccogliere le firme. E il campo largo potrebbe contare su una "quarta gamba" riformista e centrista, che è ancora tutta da costruire. Anche se non si sa ancora quale perimetro potrebbe avere e chi potrebbe guidarla.

Onorato e Maraio contro Renzi: "Vuole annetterci"

Un dilemma che si fa ancora più pressante in queste ore in cui si apre la 14esima edizione della Leopolda di Renzi, a cui Onorato e Progetto civico non partecipano, perché non sono stati invitati. "A Renzi abbiamo riconosciuto la leadership due anni fa quanto abbiamo fatto la lista "Stati Uniti d'Europa" per le Europee, con la speranza che quel progetto potesse proseguire anche dopo. Ora lui sta sbagliando", dicono dal Psi "Non ci sta trattando da alleati". Il punto è che rispetto all'organizzazione della quarta gamba Renzi sfrutta la sua posizione privilegiata: non avendo il problema della raccolta firme, essendo già Iv una forza rappresentata in Parlamento, pretenderebbe di inglobare gli altri partiti. "Ma la leadership non è data dall'esenzione delle firme, è data da un progetto", continuano a rimproverargli gli ormai ex alleati socialisti, che insieme a Più Europa e Progetto civico non hanno digerito l'esclusione dalla kermesse renziana. Il senso del piano di Renzi è chiaro: far entrare gli altri partiti dentro la lista Casa Riformista.

"La coalizione di centrosinistra che stiamo costruendo non può limitarsi all'alleanza Pd-M5s-Avs, perché non sarebbe vincente. Occorre organizzare un'area riformista per completare quell'offerta plurale della coalizione", dice Maraio a Fanpage.it. "In passato i tentativi di organizzazione di quest'area sono tutti naufragati per colpa di personalismi, tentativi di cooptazione e assenza di visione progettuale e politica. Renzi fa un errore, la leadership non è legata all'esenzione della raccolta firme".

"La Leopolda purtroppo non è un luogo per unire, per confrontarsi e costruire un'area nuova, ma va in una direzione di chiusura, divisione e tentativi di annessione. Noi come socialisti, insieme agli altri potenziali partner di questa coalizione, non possiamo accettarlo. Per questo lavoriamo per costruire un'alleanza andando avanti con chi ci sta, in una logica di pari dignità, che trova nel civismo, nell'europeismo e nei valori cattolici i suoi valori", continua Maraio. "Da Renzi mi sarei aspettato tutt'altro atteggiamento, essendo stati alleati due anni fa".

Ipotesi federatore della quarta gamba?

Sul perché la sponda sia stata offerta solo da Conte e non dalla segretaria dem, i socialisti non avrebbero dubbi: Schlein punterebbe ancora su Renzi e sull'appoggio di Casa Riformista. "Possiamo anche fare a meno dei parlamentari Pd, per creare una componente ci basterebbero due parlamentari alla Camera e due al Senato", assicurano. E a quel punto l'idea è quella di poter interloquire successivamente con Renzi, ma ad armi pari, eliminando dal campo l'ipotesi "annessione".

Dalle parti di Avanti PSI e Progetto civico pensano che in futuro si potrebbe anche ragionare con il leader di Iv, ma solo in presenza di un "federatore neutro" della quarta gamba. Di nomi papabili ce ne sono tanti, da Gentiloni a Manfredi, passando per Salis e Gabrielli. Oppure anche un esponente renziano meno ‘esposto' come Boschi o Paita.

Il progetto di Onorato e Maraio arriva proprio nelle stesse ore in cui l'ex capo della Polizia Gabrielli annuncia in una intervista al Corriere della Sera l'intenzione di candidarsi con il movimento civico Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, con l'obiettivo di rendere il centrosinistra "più largo, credibile e capace di governo". Non è escluso che possa essere proprio Gabrielli quel federatore della quarta gamba, capace di unire i partiti minori del campo largo a sostegno di un'idea di Paese alternativa. Anche se c'è chi oggi nel Pd si rammarica della decisione di Gabrielli di sfilarsi dalle primarie del centrosinistra e di stringere un patto con Ruffini. Per la senatrice Malpezzi per esempio l'ex capo della Polizia avrebbe dovuto scegliere il Pd per come è nato, ovvero una "forza larga e plurale".

La soluzione del nome ‘terzo' – né Schlein né Conte per intenderci – sarebbe ancora la scelta migliore per molti tra i dem. E l'opzione si è riaffacciata negli ultimi giorni, rilanciata dal leader del M5s, il quale durante la presentazione di un libro a Roma ha ricordato di aver anche suggerito una soluzione alternativa alle primarie, che contemplava un passo indietro suo e della segretaria dem: "Io non mi affido all'ambizione personale – ha sottolineato Conte – Ho dichiarato fin dall'inizio la mia disponibilità a concordare anche un nome terzo", ma "su questa base non c'è stata disponibilità a valutare questa strada". Già nel marzo scorso, ha subito ricordato chi è vicino alla segretaria, l'ipotesi del federatore era stata stata scartata da Schlein, perché non sarebbe il tempo di ‘papi stranieri'. E così le primarie sembrano rimanere l'unica strada possibile per la scelta del candidato premier del campo largo, oltre a quella del leader del partito più votato.

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