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Nel 2026 ci saranno molti più controlli fiscali: cosa prevede il nuovo piano dell’Agenzia delle Entrate

Quets’anno l’Agenzia delle Entrate aumenterà significativamente i controlli fiscali, puntando su accertamenti più mirati, lettere di compliance e strumenti tecnologici avanzati, tra cui l’intelligenza artificiale, per combattere l’evasione senza appesantire i contribuenti. Ecco le novità.
A cura di Francesca Moriero
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Quest'anno i controlli fiscali aumenteranno in modo significativo. È quanto emerge dal nuovo piano economico dell'Agenzia delle Entrate, che punterebbe a rafforzare le verifiche sulle dichiarazioni dei redditi e sulle posizioni dei contribuenti. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre l'evasione, intervenire in modo mirato e allo stesso tempo mantenere un dialogo diretto con i cittadini attraverso strumenti di collaborazione e prevenzione. Ecco cosa c'è da sapere.

Controlli sostanziali in aumento

Secondo il piano, le verifiche sostanziali saliranno a 530mila nel 2026. Si tratta di controlli approfonditi su Irpef, Iva, Irap, ma anche sulle compensazioni fiscali e sull'uso dei contributi a fondo perduto. Il confronto con gli anni precedenti rende l'idea del cambio di passo: nel 2024 le verifiche effettivamente realizzate erano state poco già di 438mila, mentre il piano approvato nella primavera del 2025 ne prevedeva circa 375mila. Ora il numero viene rivisto al rialzo e la crescita non si fermerebbe qui: per il 2027, infatti sono previsti 550mila controlli, per il 2028 invece, 560mila. In concreto significa che aumenteranno i casi in cui l'Agenzia chiederà chiarimenti, documenti o avvierà veri e propri accertamenti su redditi o su fatture, crediti d'imposta e agevolazioni utilizzate.

I controlli "leggeri" e le lettere ai contribuenti

Accanto agli accertamenti piu evasivi, resta però centrale anche l'attività di prevenzione. Ogni anno 2,4 milioni di contribuenti riceveranno le cosiddette lettere di compliance. Sono sostanzialmente delle comunicazioni che segnalano possibili incongruenze, ad esempio redditi non coerenti con alcune spese o dati che non tornano, e invitano il contribuente a verificare e correggere spontaneamente eventuali errori. L'idea è quella di intervenire cioè prima che scatti la sanzione, lasciando spazio a correzioni e ravvedimenti; è il lato "collaborativo" della strategia, insomma.

Guardia di finanza e verifiche mirate

In questo contesto il coordinamento con la Guardia di Finanza resta confermato. Ogni anno 75mila contribuenti saranno quindi oggetto di verifiche congiunte, concentrate sulle situazioni più delicate o complesse.

600mila controlli formali sulle dichiarazioni

Il piano fissa poi un altro obiettivo numerico importante, e cioè 600 mila controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi. Di cosa si tratta? Di verifiche documentali, diverse dagli apertamente vari e propri. Qui infatti, l'Agenzia controlla, ad esempio, che detrazioni e deduzioni siano superate dai documenti corretti o che alcuni oneri siano stati indicati in modo conforme alle regole. Sono controlli che possono portare a richieste di integrazione o a piccoli recuperi di imposta, ma che coinvolgono una platea davvero molto ampia di contribuenti.

Più tecnologia per scegliere chi controllare

Per sostenere questo "aumento di attività", l'Agenzia punterà molto sulla tecnologia. Il piano prevede infatti un rafforzamento della digitalizzazione e anche l'uso di strumenti avanzati di analisi dei dati. In pratica, sempre già spesso le posizioni da controllare vengono selezionate incrociando grandi quantità di informazioni, dai dati fiscali a quelli bancari e contributivi. Nel documento si fa esplicito riferimento anche all'uso di tecniche di intelligenza artificiale, come il "machine Learning" e l'analisi delle reti, strumento che sarebbero già utilizzati in altri Paesi e previsti tra l'altro anche dagli stessi impegni presi dall'Italia con il Pnrr.

Il nodo: manca il personale

Resta però un problema. L'aumento dei controlli arriva in un contesto di forte carenza di personale, causata da anni di blocco del turn over e da numerosi pensionamenti. Dal 2021 è stato avviato un piano di assunzioni per rafforzare gli organici, ma senza grandi progressi. La sfida sarà ora quindi quella di rendere compatibile l'aumento delle verifiche con le risorse effettivamente disponibili.

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