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Nel 2023 il governo è riuscito a rimpatriare solo 4mila migranti su quasi 29mila espulsioni totali

Secondo i dati diffusi dalla Polizia nel 2023 sono stati rimpatriati 4.368 migranti su un totale di 28.983 provvedimenti di espulsione. Si tratta di un migrante su sette.
A cura di Giulia Casula
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Dei 28.983 migranti che nello scorso anno sono stati destinatari di provvedimenti di espulsione da parte delle questure italiane, 4.368 sono stati quelli effettivamente rimpatriati. In altre parole, un cittadino straniero su sette è stato espulso dal nostro paese nel 2023. Sono i dati diffusi dalla Polizia di Stato in occasione del 172° anniversario della sua fondazione. Intanto oggi a Bruxelles è prevista l'approvazione del nuovo Patto migrazione e asilo che verrà votato dal Parlamento europeo in sessione plenaria.

Secondo il bilancio della Polizia, degli oltre quattromila rimpatri eseguiti, circa 3538 migranti sono stati scortati da parte del personale delle forze dell'ordine nei paesi di destinazione con voli di linea, navi o voli charter. Si tratta in larga parte di cittadini di origine tunisina, circa 2000, seguiti da migranti di provenienza egiziana. I maggiori flussi infatti hanno riguardato le rotte provenienti da Tunisia, Libia e Turchia. In totale, i migranti irregolari che nello scorso anno hanno attraversato il Mediterraneo per poi sbarcare sulle nostre coste sono oltre 150 mila. Un bilancio in aumento rispetto a quello del 2022, che si aggirava attorno ai 105mila. A crescere sono anche i dati sulle richieste di protezione internazionale registrate dalle questure: quasi 138mila a fronte delle circa 84mila del 2022.

I dati sulle ricollocazioni dei migranti in Europa

Ai numeri dei rimpatri si affiancano quelli legati alle procedure di voluntary relocation, ovvero la ricollocazione dei migranti richiedenti asilo tra i 27 stati membri dell'Unione Europea. Nel 2023 sono stati 986 i richiedenti asilo ricollocati in Europa. La maggior parte di questi ha trovato asilo in Germania (circa 800), seguita da Finlandia, Croazia, Portogallo, Francia, Irlanda, Lituania e Norvegia.

Nel 2022, secondo i numeri di Eurostat, l'Italia aveva ordinato circa 28 mila rimpatri ma quelli concretamente portati a termine erano stati circa 2.800. Da quando si è insediato, il governo Meloni è intervenuto a più riprese sul tema dell'immigrazione irregolare, cercando di promuovere misure di espulsione e di rimpatrio, ma finora i numeri non sembrano confermare le previsioni dell'esecutivo.

L'ultimo decreto Migranti approvato dal Consiglio dei ministri punta a rafforzare le procedure di espulsione prevedendo ad esempio che i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo possano essere mandati via "per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato", attraverso un provvedimento del Viminale. Nel caso di gravi motivi di sicurezza pubblica invece, l'espulsione è disposta dal prefetto.

"Noi abbiamo l'aspettativa che ci sia un numero crescente di espulsioni", aveva dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi durante la conferenza stampa di presentazione del decreto. Secondo i dati resi noti dallo stesso Piantedosi fino a settembre dello scorso anno si era registrato "un aumento del 20/30% rispetto al 2022". Una percentuale che confrontata con i numeri degli sbarchi, più che raddoppiati rispetto al 2022, non sembrano incoraggianti. "Se faremo il nostro lavoro, le espulsioni continueranno ad aumentare", ha aggiunto il ministro. Eppure in quell'occasione, interrogato da Fanpage.it, l'inquilino del Viminale non aveva chiarito l'obiettivo che il governo intende raggiungere con le espulsioni.

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