7 Ottobre 2021
11:10

Nadef, gli impegni del governo su bollette, superbonus e politiche attive del lavoro

Ieri il Parlamento ha votato la risoluzione di maggioranza sulla Nadef con cui il governo Draghi si impegna su più fronti, prorogando diverse misure economiche e sociali. Tra queste, c’è la proroga e l’estensione del superbonus edilizio del 110%, ma anche il capitolo lavoro in cui trova spazio il potenziamento degli ammortizzatori sociali e la razionalizzazione delle politiche attive del lavoro.
A cura di Giuseppe Pastore

Il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla Nadef, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, è arrivato ieri da Camera e Senato rispettivamente con 379 e 190 voti favorevoli. Anche Matteo Salvini ha votato sì dopo lo strappo tra Lega e governo Draghi sulla delega fiscale. L'assenza dei ministri del Carroccio al Cdm di martedì, infatti, ha causato perplessità sull'intenzione di Salvini di continuare a sostenere l'azione dell'esecutivo. E il conseguente botta e risposta a distanza con Draghi non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco, poi domato dal voto favorevole di ieri sulla Nadef. È un messaggio di distensione, dunque, che arriva nella giornata dedicata ai lavori parlamentari sulla nota di aggiornamento del Def, il documento che impegna il governo guidato da Mario Draghi su più fronti, estendendo una serie di misure economiche e sociali per condurre il Paese verso una ripresa economica che sembra essere già iniziata: "Il quadro economico è di gran lunga migliore di quello che pensavamo potesse esserci appena cinque mesi fa", aveva detto Draghi dopo l'approvazione della Nadef in Consiglio dei ministri specificando che, mentre il "Pil aumenta, deficit e debito pubblico stanno scendendo".

La proroga del superbonus edilizio

I punti inseriti nella Nadef si collocano nell'ambito di una più ampia politica economica a cui guarda il governo da qui al 2030. In particolare, entro quella data, l'esecutivo punterà a riportare il rapporto tra debito e Pil ai livelli precedenti la crisi causata dalla pandemia, prima attraverso una politica economica espansiva fino al 2024 e poi mettendo in campo azioni che riducano il debito pubblico. In questo senso, la crescita del Pil sarà stimolata dagli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per questo, sarà importante rispettare la tabella di marcia dettata dall'Unione europea per il Pnrr, portando a termine entro la fine dell'anno le riforme e gli investimenti a garanzia dei fondi ottenuti. Entrando nel dettaglio, la risoluzione di maggioranza proroga i vari bonus edilizi, compreso il superbonus del 110%, lo sconto in fattura e la misura della cedibilità del credito, ma soprattutto impegna il governo a valutare la possibilità estendere il superbonus anche a edifici in stato di degrado e a immobili non accatastati o accatastati che però non producono reddito. Il fine, si legge nel testo, è quello di "garantire un patrimonio immobiliare energeticamente efficiente a prescindere dalle situazioni preesistenti e in termini assoluti". Ma serve cautela perché, nel lungo termine, il costo della proroga (che comunque sarà operativa solo una volta inserita nella manovra di Bilancio) potrebbe avere effetti gravosi sul debito, ha fatto sapere il ministro dell'economia Daniele Franco.

L'impegno del governo sul lavoro e contro il caro bollette

Non c'è solo il superbonus. La Nadef, infatti, prolunga anche altre misure già adottate lo scorso anno come quelle del pacchetto Transizione 4.0, che prevede crediti di imposta per stimolare gli investimenti delle imprese nella trasformazione tecnologica, oppure il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Con la risoluzione votata ieri, inoltre, la maggioranza ha chiesto al governo di impegnarsi per contenere il caro bollette attraverso politiche pubbliche, come gli investimenti per l'efficienza energetica degli immobili, "che mettano al riparo, da oscillazioni eccessive del prezzo dell’energia elettrica". La risoluzione chiede anche di portare avanti il Green New Deal per favorire la transizione ecologica ed energetica con politiche di investimento ecosostenibili. E poi c'è il capitolo dell'occupazione lavorativa in cui non ha trovato spazio il tema del salario minimo, ma per cui il governo punta ad una ripresa del 6,5% rispetto al calo del 10,3% subìto nel 2020. Per questo, attraverso il documento, l'esecutivo si impegna a potenziare gli ammortizzatori sociali e a  "razionalizzare le politiche attive del lavoro" con l'obiettivo di facilitare nuovi ingressi o supportare il reinserimento nel mondo del lavoro.

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