La manifestazione di Roma sarà uno spartiacque. Da sabato 14 dicembre, da piazza San Giovanni, il movimento delle sardine cambierà. E si aprirà una nuova fase. Proprio così la definisce uno dei suoi fondatori, nonché il volto del movimento: Mattia Santori. Che risponde alle domande di Diego Bianchi a Propaganda Live, trasmissione di La7, e spiega cosa cambierà con questa prima manifestazione nazionale, una prima riunione non più locale del movimento delle sardine nato solamente un mese fa.

Il 32enne bolognese Santori spiega che “si apre una nuova fase: la prima fase era quanti siamo? C’è un po’ di energia su cui lavorare? E la risposta è stata sì”. E considerando la risposta positiva ora non si può che andare avanti e proiettarsi verso il futuro di questo movimento: “Vedremo se a Roma si chiude in bellezza. Dal giorno dopo si apre una nuova fase e cioè come continuiamo a valorizzare queste energie? Senza arrivare alla struttura, a un programma di partito o a chissà quali contenuti, ma cerchiamo di andare avanti cercando di portare queste energie anche dove non sono arrivate”.

Non nascerà un partito, almeno per il momento, hanno assicurato gli stessi fondatori del movimento delle sardine. Che intanto a Roma, dopo la manifestazione, si riuniranno per un primo coordinamento a livello nazionale. “L’idea – spiega Santori – è andare nei territori più fragili, in provincia, nell’Appennino e soprattutto tornare nelle nostre Regioni”. Ma dopo la seconda fase ce ne sarà anche un’altra, che partirà a fine gennaio: “Dopo il 27 gennaio si aprirà fisiologicamente una terza fase. Ci guarderemo indietro per capire se il laboratorio nazionale Emilia Romagna e Calabria ha funzionato, come e cosa ha funzionato, cosa si può tenere di tutto questo e se si può costruire un futuro”. L’appuntamento, quindi, dopo Roma, è per la seconda fase che porterà il movimento fino alle elezioni del 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria, pur senza alcuna partecipazione diretta. E poi il futuro delle sardine si scoprirà solo dopo quel voto.