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È stata rifiutata la richiesta di dissequestro della nave Eleonore della Ong tedesca Lifeline. A deciderlo è la prefettura di Ragusa, che aveva aperto un'inchiesta sul caso dopo che, lo scorso 2 settembre, la nave era entrata in acque italiae con a bordo 104 migranti. I naufraghi erano stati soccorsi a largo della Libia il precedente 26 agosto: dopo l'ennesima notte in mare con condizioni metereologiche avverse, l'armatore Claus Peter Reish, ora indagato insieme a Erns Christoph Martin, aveva deciso di rompere il divieto di ingresso notificatogli dalla Guardia di finanza. L'imbarcazione era stata respinta anche dal governo maltese.

La situazione di pericolo per la vita delle persone a bordo mi costringe a dirigerci verso il porto più vicino", aveva commentato il comandante della nave. "Leggi e confini vanno rispettati. Se qualcuno pensa di fregarsene senza conseguenze ha sbagliato di grosso e ha sbagliato ministro: faccio e farò di tutto per difendere l’Italia" aveva replicato subito l'allora ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

I militari avevano quindi proceduto con il sequestro preventivo amministrativo ed era stata aperta un'inchiesta in base a quanto stabilito dal Decreto Sicurezza Bis. I migranti erano quindi sbarcati al porto di Pozzallo. Dopo l'attracco, la Commissione europea si era subito messa all'opera per ricollocare i migranti a bordo della Eleonore presso diversi Stati membri.

Gli avvocati della Ong tedesca, Loredana Leo e Dario Belluccio, avevano quinidi chiesto la revoca del sequestro, un'istanza che ora la prefettura d Ragusa ha respinto. A Lifeline spetta quindi un mese per opporsi al provvedimento in sede al tribunale di Ragusa. Se invece infine venisse ratificato un atto di condotta illecita, spetterà alla prefettura determinare la sanzione per la Ong tedesca.