Il nuovo patto su asilo e migrazione presentato dalla Commissione europea è stato accolto positivamente dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e da gran parte del Pd. Ma questa soddisfazione non è condivisa da tutte le forze politiche in Italia. E a criticare maggiormente la proposta presentata dalla Commissione è la Lega, a partire dagli europarlamentari Annalisa Tardino, Marco Campomenosi e Marco Zanni. “Dall'Europa ancora tante parole, non si vedono fatti concreti – è la critica degli europarlamentari leghisti –. Il nuovo Patto su asilo e migrazione, presentato con grande enfasi dall'Ue e salutato con toni trionfalistici dal governo Pd-M5s prima ancora di conoscerne i dettagli, si presenta da subito come inefficace e inadeguato a risolvere l'emergenza immigrazione che da tempo vede l'Italia in prima linea. Altro che cancellare Dublino, come annunciato dalla von der Leyen e subito rivendicato come successo dell'azione del governo italiano: il documento non prevede il superamento del criterio dello Stato membro di primo ingresso, dunque la responsabilità della gestione delle domande di asilo rimane in capo agli Stati di arrivo, Italia in primis. Stati che sono ulteriormente penalizzati dall'introduzione di una procedura di frontiera che prevede uno screening pre-ingresso volto all'identificazione delle persone, ai controlli sanitari e di sicurezza”.

Le critiche della Lega al patto Ue sui migranti

Per i parlamentari europei leghisti si tratta di “maggiori oneri e nessuno sgravio. Non ci sono, infatti, i ricollocamenti obbligatori, fortemente richiesti dal Governo, mentre si prevede una solidarietà à la carte che ha già dimostrato di essere fallimentare: manca la misura efficace, proposta da tempo dalla Lega, di creare hotspot direttamente nei Paesi di origine e di transito. Solo così si disincentiverebbero partenze, morti, arrivi irregolari e si fermerebbe il business dei trafficanti. L'Ue, invece, prevede un rafforzamento di Frontex, con un aumento di imbarcazioni che potrebbe incentivare ancor di più le partenze. Inoltre, sul tema dei rimpatri, unico aspetto della proposta con un minimo di buon senso, va ricordato che l'attesa riforma della direttiva è da tempo bloccata dalle sinistre al Parlamento europeo. Mentre si propongono nuove task force per altre situazioni di emergenza, l'Italia viene ancora una volta lasciata sola a gestire il problema, ignorata e abbandonata, dopo anni di parole inutili destinata dall'Ue e dal Governo italiano a essere e restare sempre più il campo profughi d'Europa”.

Scetticismo viene espresso anche da Nicola Molteni, deputato e responsabile del dipartimento Sicurezza della Lega: “Il progetto di riforma su asilo e immigrazione presentato oggi in Europa è un piano patacca che non cambierà nulla e non porterà ad alcuna soluzione. Non vi è traccia di modifiche del regolamento di Dublino ma soprattutto non c’è alcun accenno alla stipula di accordi con i Paesi di origine degli immigrati per intensificare i controlli della polizia ed evitare le partenze”.

Lo scetticismo del M5s sulla proposta della Commissione

Non c’è solo la Lega a criticare la proposta della Commissione: perplessità, infatti, vengono in parte espresse anche dal Movimento 5 Stelle. I parlamentari siciliani del M5s definiscono la proposta “un buon punto di partenza”, ma chiedono che venga migliorato il testo per arrivare “al definitivo superamento del regolamento di Dublino”. “Pretendiamo che venga stabilita una rotazione automatica dei porti europei in cui far approdare le ong ed una redistribuzione automatica per quote di tutti i migranti che arrivano sul territorio europeo, inclusi i migranti economici”, affermano.

Migranti, dubbi sulla proposta anche a sinistra

Le critiche arrivano anche da sinistra, come nel caso di Erasmo Palazzotto, deputato di Leu: “Stando alla sostanza dei primi dettagli emersi dal patto europeo su immigrazione e asilo continua a prevalere la fissa per i rimpatri, che così pensati mettono in discussione il pieno rispetto dei diritti fondamentali tra cui il diritto d'asilo”. Critico è anche l’eurodeputato del Pd, Pietro Bartolo: “Non basta cancellare il termine Dublino per correggere le iniquità del sistema europeo comune di asilo. La Commissione ha perso un'occasione importante di riforma sostanziale del sistema, piegandosi alle pressioni di quei governi che da sempre rifiutano la solidarietà come strumento di gestione del fenomeno migratorio. Il patto ha disatteso le nostre aspettative, ignorando la posizione già espressa dal Parlamento, ma ora cominciamo a lavorare e mettere sul tavolo soluzioni che siano umane, sostenibili ed efficaci”.