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Migranti, il decreto Cutro è legge: dalla Camera arriva il via libera definitivo

La Camera ha approvato il decreto Cutro del governo Meloni sulla gestione dei migranti. Con 179 voti favorevoli, 111 contrari e tre astenuti, la maggioranza ha convertito così definitivamente il decreto in legge. Il testo limita la protezione speciale per i migranti e prevede diversi altri interventi.
A cura di Luca Pons
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Il decreto Cutro, chiamato così perché varato dal Consiglio dei ministri che si riunì a Cutro dopo la strage di migranti avvenuta sulle coste del paese calabrese, è ufficialmente legge. La Camera ha approvato la sua conversione, con 179 voti favorevoli, 111 contrari e tre astenuti. Dopo il via libera del Senato del 20 aprile, quindi, si è concluso l'iter del testo per diventare una legge dello Stato.

Nelle scorse settimane il decreto Cutro è stato fortemente criticato dalle opposizioni, che anche oggi in Aula hanno dato battaglia. Il decreto, tra gli altri interventi, prevede una forte limitazione della protezione speciale, il permesso di soggiorno che viene concesso per due anni alle persone che fanno richiesta di asilo ma che non hanno le caratteristiche per essere considerati rifugiati o ricevere la protezione sussidiaria. La protezione speciale sarà molto ristretta, e l'obiettivo del governo è arrivare a cancellarla del tutto.

Sono previste anche misure per smaltire i ricorsi contro il diniego delle richieste di protezione internazionale. Su questo punto è stato segnalato un passaggio che violava la Costituzione, ma il governo si è impegnato a modificarlo. In più, si potenziano i Centri di permanenza per il rimpatrio o Cpr, dove il periodo massimo di detenzione viene allungato da 120 a 135 giorni. Obiettivo del governo, soprattutto della parte leghista, è anche potenziare la costruzione dei Cpr per arrivare ad averne uno in ogni Regione. Il decreto Cutro è anche quello che inserisce un nuovo reato per punire gli scafisti con il carcere fino a 30 anni se durante l'attraversamento del Mediterraneo muore una persona.

Le opposizioni attaccano: "Provvedimento vigliacco di propaganda"

"Era giusto dare un segnale chiaro ai trafficanti di uomini". Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il punto è lanciare il messaggio che arrivare in Italia fuori dai canali legittimi non conviene, anche perché è stata ristretta la discrezionalità con cui venivano concesse le protezioni speciali. Mentre sarà molto meglio cercare il percorso legale per chi parte da quei Paesi che collaboreranno con l'Italia".

"Non è un decreto contro l’immigrazione, ma un intervento legislativo per renderla regolare, ordinata, legale. L’immigrazione non è un nemico o qualcosa che è possibile evitare, ma un fenomeno epocale che deve essere governato", ha affermato in Aula Paolo Emilio Russo, deputato di Forza Italia. "Questo decreto non cancella la protezione umanitaria, non impedirà a chi ha diritto a venire in Italia per salvarsi la vita di farlo. Abbiamo individuato chiaramente chi ha diritto ad una tutela speciale e chi, invece, deve passare per i canali tradizionali".

Nicola Fratoianni, deputato dell'Alleanza Verdi-Sinistra, ha attaccato l'esecutivo: "Signor ministro, signor sottosegretario le parole sono importanti, avete dichiarato guerra ai trafficanti. A proposito a che punto siete con questa caccia? Vedo che oggi il generale Haftar sta a Palazzo Chigi, nei giorni e nei mesi scorsi il ministro dell’Interni aveva amichevolmente incontrato il chiacchierato Trabelsi. La verità è che con i trafficanti di uomini donne e bambini continuate a fare affari ed accordi, a cominciare da quella cosiddetta guardia costiera che continuate a sovvenzionare ad istruire".

"Il decreto Cutro è la prova di una totale mancanza di visione" per Alfonso Colucci, capogruppo M5s in commissione Affari costituzionali. "Hanno fatto propaganda con blocchi navali e muri, oggi la realtà è quella di sbarchi quadruplicati mentre la premier Meloni rincorre gli scafisti in tutto il globo terracqueo. Presidente Meloni, piuttosto che girare miseri spot televisivi, si impegni nello studio di serie politiche migratorie e provi a riscoprire nel suo cuore un po' di sana umanità". Matteo Mauri, del Partito democratico, ha definito il decreto "vergognoso, ipocrita, biecamente demagogico e vigliacco perché è pura e semplice propaganda giocata senza scrupoli sulla pelle dei più fragili".

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