"Dopo la legge di bilancio è arrivato il momento di intervenire sui decreti Salvini": con queste parole il capogruppo del Partito democratico alla Camera, Graziano Delrio, definisce le priorità dem, ora che è chiuso il capitolo della Legge di bilancio, mettendo in cima alla lista la questione migrazione. Al centro della verifica programmata dopo le elezioni regionali del 26 gennaio 2020, Delrio sembra quindi deciso a rimettere al centro del dibattito i decreti sicurezza varati da Matteo Salvini quando era titolare del ministero dell'Interno.

Senza dimenticarsi degli alleati di governo del Movimento Cinque StellePartendo dalle cose che sicuramente condividiamo e che abbiamo già scritto: accogliere i rilievi fatti dal presidente della Repubblica e scrivere una nuova legge sull'immigrazione che superi l'emergenza e affronti il problema dal punto di vista strutturale. Con decreti flussi, persone che arrivano con nome e cognome, viaggi regolati dalle ambasciate e non affidati a scafisti senza scrupoli".

Delrio: "Necessario tornare al sistema Sprar"

In un'intervista a Repubblica, il capogruppo dem ha definito "totalmente sbagliati" i decreti del leader leghista che hanno posto fine al modello Sprar, affermando che la necessità di un ritorno a un'organizzazione dell'accoglienza basata sul Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati sia condiviso anche dagli alleati pentastellati. "Per noi la parte immigrazione di quei decreti è totalmente sbagliata, il giudizio politico del Pd su questo è netto e chiaro. Sulla necessità di ripristinare il sistema degli Sprar c'è grande condivisione anche nel gruppo parlamentare M5S. Dovremo fare anche quello", ha sottolineato Delrio. Che poi ha aggiunto, sottolineando la discontinuità con il governo precedente che vedeva la partecipazione della Lega: "Non credo nessuno si voglia accontentare. Il dovere di chi governa è valutare gli effetti delle cose che sono state fatte: l'aumento della clandestinità, l'assenza di percorsi legali, sono storture da correggere".

I capogruppo Pd a Montecitorio è tornato sull'argomento a Coffe Break, affermando che "i decreti sicurezza hanno creato più problemi che risolverli, dando vita a un esercito di irregolari". Rimarcando ancora una volta un'attitudine favorevole dei pentastellati rispetto al ripristino degli Sprar, Delrio ha spinto sulla necessità di "mettere mano a una nuova legge sull'immigrazione, perché non possiamo essere un Paese che ragione di immigrazione solo nelle emergenze". L'ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni ha quindi parlato di "meccanismi più fluidi di riconoscimento di chi ha veramente diritto" e di una "reale integrazione". In altre parole, "serve un cambio di mentalità su cui i 5 Stelle sono sicuramente pronti perché hanno accettato di scriverlo nel programma di governo di questa estate. Credo perciò che i cambiamenti ai decreti sicurezza aumenteranno".

Lamorgese: "Ampliare i permessi umanitari"

Ospite a Otto e Mezzo su La7, la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha invece parlato di ampliare la categoria di migranti che possono usufruire dei permessi umanitari: questa la modifica ai decreti sicurezza annunciata dalla titolare del Viminale. "L'Italia era l'unico paese al 28% di permessi umanitari, a fronte degli altri paesi che erano al 3-4%. Non va bene che si siano ridotti e bisogna prevedere ulteriori categorie", ha detto Lamorgese. Facendo riferimento al complicarsi del conflitto libico, Lamorgese ha avvertito sulle ripercussioni che l'instabilità nelle regione mediterranea può avere sul nostro Paese circa il "consistente" flusso di migranti in fuga dalla guerra che ne deriverebbe.

Va specificato che Lamorgese non si sta riferendo a un ripristino della protezione umanitaria, che era appunto stata abolita dal primo decreto di Salvini. Come anticipa Repubblica, al Viminale si starebbero formulando altre forme di protezione speciale, in aggiunta a quelle che sono andate a sostituire la protezione umanitaria: in questo modo si potrebbe ampliare la platea di persone da proteggere, garantendo quindi per quelle persone che al momento vedono il loro permesso in scadenza e che dovrebbero quindi preparasi a lasciare le strutture di accoglienza dove sono ospitate.