L'Italia deve sospendere urgentemente di collaborare con la Guardia costiera libica finché questa non dimostri di rispettare i diritti umani. Lo afferma Dunja Mijatović, commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa. In una nota, la politica bosniaca ha criticato fortemente il rinnovo del memorandum tra Roma e Tripoli, previsto per il prossimo 2 febbraio: "Mi rammarico fortemente del fatto che le autorità italiane non abbiano deciso di stracciare l'accordo o, perlomeno, di rivederne i termini", scrive Mijatović.

Non è la prima volta che la commissaria condanna l'assistenza da parte di Paesi Ue ai militari libici: in particolare nelle sue raccomandazioni pubblicate il 19 giugno e le sue osservazioni di fronte alla Corte europea dei diritti umani dello scorso novembre. Un'azione di questo tipo da parte degli Stati membri, sottolinea Mijatović, non fa altro che aumentare il numero di migranti, tra cui richiedenti asilo, che vengono riportati forzatamente in Libia, lo stesso luogo dove hanno sofferto gravissime violazioni dei diritti umani. "Il conflitto armato ora sta peggiorando le condizioni di sicurezza in Libia. Un numero sempre più alto di testimonianze continua a confermare le serie violazioni dei diritti umani che continuano a interessare migranti e richiedenti asilo". Per questa ragione Mijatović si è rivolta direttamente al governo italiano chiedendo di "cessare le attività di cooperazione con la Guardia costiera libica, che comporta il ritorno in Libia delle persone intercettate in mare, affinché questa non assicuri il rispetto dei diritti umani".

La commissaria, chiedendo quindi di sospendere qualsiasi forma di supporto ai militari libici, spinge anche l'Italia, così come gli altri strati dell'Unione, a sostenere gli sforzi delle organizzazioni internazionali che cercano di liberare i migranti, richiedenti asilo e rifugiati che attualmente si trovano nei centri di detenzione in Libia. Allo stesso tempo, si chiede che vengano costituiti corridoi umanitari che permettano a queste persone di abbandonare la Libia in sicurezza. "Per prevenire ulteriori morti in mare – aggiunge inoltre – è anche necessario che ci siano abbastanza navi dedicate ad azioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo". Mijatović quindi conclude: "Migliaia di esseri umani hanno messo a rischio le loro vite cercando protezione. È vergognoso che si chiudano gli occhi di fronte a questa tragedia, andata avanti troppo a lungo, e a cui l'Unione europea ha contribuito. L'Italia, l'Unione e gli Stati membri devono attivarsi ora per porre fine a questa catastrofe".