Per alcuni non è di certo una novità. Per altri potrebbe diventare un pretesto per lasciare il Movimento 5 Stelle e passare con la Lega. Le defezioni sul voto sul Mes, in casa 5 Stelle, erano attese. In alcuni casi annunciate. Ma oggi sono state confermato con la decisione di non votare la risoluzione di maggioranza su cui M5s, Pd, Italia Viva e Leu hanno trovato l’accordo. La partita era tutta al Senato, dove più di un esponente pentastellato aveva già fatto sapere che avrebbe votato contro o, quantomeno, aveva espresso i suoi dubbi. Gianluigi Paragone si era già detto certo di non votare la risoluzione di maggioranza. Così come era stato critico Elio Lannutti, assieme ad altri esponenti come Stefano Lucidi, Francesco Urraro e Ugo Grassi (questi ultimi tre, peraltro, dati in uscita verso la Lega). Alla fine a non votare il Mes sono stati in quattro: Paragone, Grassi, Lucidi e Urraro.

I voti contrari al Mes annunciati

La defezione più annunciata era quella di Paragone, che aveva definito la risoluzione come una “presa in giro”. Un voto sfavorevole certo che è stato rafforzato anche da un mini-sondaggio lanciato dal senatore sulla sua pagina Facebook prima della discussione al Senato: “Volete che oggi in Aula voti no al Mes nel rispetto del programma dei 5 Stelle?”, chiede ai suoi follower. Gli utenti rispondono in maggioranza positivamente alla domanda di Paragone.

Altro no annunciato era quello di Stefano Lucidi, che parla di una “questione di metodo”. Ribadendo la sua posizione a Un Giorno da Pecora, su Radio 1: “La mia posizione sul voto di oggi pomeriggio al documento sulla risoluzione del Mes è contraria, voterò no. Ne faccio una questione di metodo, che è dipeso da chi ha scritto questo documento. Farò una dichiarazione di dissenso esponendo le mie ragioni”. Nel suo caso, però, c’è anche un’altra questione conseguente: la possibile uscita dal gruppo M5s: “Vediamo quello che succederà”, risponde a chi gli chiede se lo farà a breve, parlando di una “riflessione che faremo nelle prossime ore”. E che riguarda anche altri due senatori, certamente: sia Francesco Urraro che Ugo Grassi hanno fatto trapelare in questi giorni la loro volontà di votare contro la risoluzione sul Mes e di passare alla Lega.

Le dichiarazioni di voto in dissenso: Grassi, Urraro, Paragone e Lucidi

Ugo Grassi ha confermato il suo voto negativo intervenendo in Aula e lanciando un messaggio molto chiaro anche al M5s: "Io annuncio il mio voto in dissenso dal gruppo e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio movimento". Voto in dissenso anche per Francesco Urraro, che ritiene il Mes distante dalle idee del Movimento. Sempre in dissenso dal gruppo è intervenuto anche Paragone, durante le dichiarazioni di voto al Senato: "La mia non è una dichiarazione in dissenso prodromica al cambio di gruppo”, assicura. Pur non risparmiando critiche al Mes e alla maggioranza. In dissenso si esprime anche Lucidi: "Qualcuno, qualche giorno fa, ha detto che le elezioni in Umbria sono state un esperimento. Io non mi sento una cavia e neanche un criceto, quindi esco dalla ruota e voto no". Grassi e Urraro hanno poi votato a favore della risoluzione presentata dalla Lega, mentre Grassi si è espresso a favore anche di quella di Forza Italia.