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Meloni: “Servono risposte adeguate a cambiamento climatico, o aumenteranno le tensioni per le risorse”

“Le risposte inadeguate non solo amplificano gli impatti del cambiamento climatico, ma aumentano anche le tensioni sulla scarsità delle risorse e ostacolano il progresso verso lo sviluppo sostenibile”: lo ha detto Giorgia Meloni nel suo secondo intervento alla Cop28 di Dubai.
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A cura di Annalisa Girardi
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Come adattarsi ai cambiamenti climatici: questo il tema al centro di una sessione della Cop28 in corso a Dubai, a cui ha partecipato anche Giorgia Meloni con un'intervento sull'importanza di dare risposte adeguate al climate change. La presidente del Consiglio, prendendo la parola, ha sottolineato: "L'adattamento è una priorità per tutti, ed è una priorità per l'Italia, che, come Nazione del Mediterraneo, una delle aree geografiche del pianeta identificata come ‘hot spot' climatico, è ben consapevole delle proprie responsabilità, non solo al proprio interno ma nel contesto globale".

Se la sfida del cambiamento climatico non verrà affrontata a dovere, ha proseguito Meloni, non faranno che esacerbarsi le tensioni: "Nonostante i progressi compiuti dopo l'Accordo di Parigi, continuiamo a dover affrontare un evidente ‘gap di adattamento'. E le risposte inadeguate non solo amplificano gli impatti del cambiamento climatico, ma aumentano anche le tensioni sulla scarsità delle risorse e ostacolano il progresso verso lo sviluppo sostenibile". Quindi l'appello: "Questo primo Global Stocktake deve segnare un punto di svolta, inviare un messaggio politico chiaro e costruire un quadro più efficiente per i nostri sforzi comuni"

Meloni ha quindi detto di essere al lavoro affinché l'appello della Cop26 diventi realtà, cioè affinché "i Paesi industrializzati raddoppino, collettivamente ed entro il 2025, il loro sostegno per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico". In questo senso l'Italia intende destinare una quota "significativa" del suo fondo per il clima – la cui dotazione in complesso arriva ai quattro miliardi di euro – "alle Nazioni più vulnerabili dell'Africa", per aiutarle a mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici. "Non però attraverso un approccio caritativo, perché l'Africa non ha bisogno di carità. Ha bisogno di essere messa in condizione di competere ad armi pari, per crescere e prosperare grazie alla moltitudine di risorse di cui il continente dispone. Una cooperazione tra pari, rifiutando approcci paternalistici e predatori. Sono inoltre felice di annunciare che l'Italia contribuirà con 100 milioni di euro al lancio del Loss and Damage Fund, a beneficio delle Nazioni più vulnerabili", ha aggiunto.

La presidente del Consiglio ha quindi parlato del ruolo fondamentale del settore finanziario nel governare il cambiamento climatico: "Essere efficaci richiede molte risorse, che il settore pubblico da solo non sarà in grado di mobilitare, per questo è fondamentale accompagnare lo sforzo pubblico con il coinvolgimento degli investimenti privati, garantendo un mercato aperto alla libera concorrenza ma tutelato dalla concorrenza sleale. Il ruolo delle banche multilaterali di sviluppo è essenziale, ma non possiamo nascondere il fatto che necessitano di essere riformate e adattate al contesto odierno. Chiaramente, le singole nazioni possono fare poco senza la collaborazione internazionale, e ogni forum multilaterale deve saper fare la propria parte. Ed è ciò che porteremo avanti anche quando l'Italia assumerà la presidenza del G7 nel 2024".

Meloni ha quindi concluso: "Anche riuscire a mobilitare molte risorse non sarà sufficiente se non riusciremo a garantire e facilitare l'accesso a queste risorse rafforzando la promozione di climi finanziari favorevoli e lavorando su schemi assicurativi legati ai rischi climatici, come sta facendo l'Italia".

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