Meloni rispolvera “la rivoluzione del presepe”: per gli auguri di Natale tornano i simboli tradizionali

Giorgia Meloni, in occasione degli auguri di Natale, rispolvera la sua “Rivoluzione del presepe”: “Anni fa vi ho detto prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe, lo penso ancora. Il presepe non impone nulla a nessuno, racconta una storia, custodisce dei valori, rende più profonde le radici”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie ancora una volta il simbolo cristiano del presepe per fare gli auguri di Natale. È un ritorno alle vecchie tradizioni per la premier, che negli ultimi anni aveva lasciato spazio all'albero di Natale. Ancora una volta il presepe viene esaltato in contrapposizione all'invasione delle altre culture, come strumento per rimarcare l'appartenenza ai valori della destra identitaria, con la difesa, fino al parossismo, dell'identità culturale, etnica e storica occidentale.

"Voglio rivolgere un augurio sincero a tutti gli italiani. A chi vive il Natale in famiglia, a chi lo celebra lavorando, a chi è sereno, a chi porta nel cuore una preoccupazione, a chi festeggia, e a chi semplicemente cerca un momento di pace. E voglio farlo a chi ancora una volta più di tutti ci ricorda cosa sia il Santo Natale. Anni fa vi ho detto prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe, lo penso ancora. Il presepe non impone nulla a nessuno, racconta una storia, custodisce dei valori, rende più profonde le radici. E una nazione che conosce le proprie radici è una Nazione che non ha paura né del confronto, né del futuro". È il messaggio di auguri per le festività natalizie che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condiviso sui social.

"Che si creda o no questo simbolo parla di dignità, di responsabilità di rispetto della vita di attenzione ai fragili. Sono valori che hanno plasmato la nostra comunità, che meritano di essere custoditi e di non essere messi da parte per moda o per timore. Siate orgogliosi della vostra identità, del messaggio universale di amore e di pace che porta con sé. Che questo Natale possa regalare a ciascuno un po' di luce, di calma e di forza; Che possa essere un tempo per ritrovarsi, per guardare avanti con fiducia senza ovviamente dimenticare chi ha bisogno di aiuto e soprattutto senza dimenticare chi siamo. Buona Vigilia e buon Santo Natale a tutti", conclude la premier.

Abbiamo già avuto modo di ricordare come Meloni abbia preferito nelle precedenti edizioni degli auguri natalizi l'albero di Natale, anche se i simboli religiosi non sono mai stati accantonati. Non è un caso che recentemente Meloni abbia voluto comunicare la scelta di non bere alcol fino a Natale, come forma di ‘fioretto', di penitenza. Un modo per ribadire ancora una volta la vicinanza alla fede e per rispolverare il suo efficace manifesto, che le ha permesso la scalata al vertice delle istituzioni: "Mi chiamo Giorgia, sono italiana, sono una madre, sono cristiana…".

E la rivoluzione del presepe a cui fa riferimento la premier è quella lanciata nel 2017: "Ho deciso di fare il Presepe quando non lo fa più nessuno, quando nelle scuole dicono che non si può fare perché offende chi crede in un’altra cultura", si leggeva in un post, molto prima che la premier arrivasse a Palazzo Chigi. Il messaggio di oggi si aggancia direttamente alla presa di posizione di quasi un decennio fa, ancora perfettamente attuale per la premier.

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