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Medici a lavoro fino a 72 anni, il via libera nel decreto Milleproroghe: cosa prevede

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l’emendamento del governo al decreto Milleproroghe che proroga per il 2026 la possibilità di trattenere in servizio su base volontaria, o di riammettere al lavoro se in pensione, i medici fino 72 anni.
A cura di Giulia Casula
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Via libera anche per il 2026 alla possibilità di trattenere in servizio su base volontaria, o di riammettere al lavoro se in pensione, i medici fino all'età di 72 anni.  Ieri le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l'emendamento del governo al decreto Milleproroghe, che andrà convertito in legge entro il primo marzo ed è atteso dal Senato per la seconda lettura.

L'emendamento, di cui è primo firmatario il parlamentare di Forza Italia Francesco Cannizzaro,  proroga al 2026 il trattenimento in corsia, nelle Asl e negli ospedali, dei medici fino a 72 anni su istanza degli stessi. La misura era stata introdotta dapprima nel 2023 e poi rinnovata di anno in anno fino al 2025. Il Milleproroghe lo estende al 2026.

La modifica, che ha assorbito una serie di altre proposte emendative depositate sul tema, non riguarda tutti. Sono esclusi infatti, i docenti universitari "che svolgono attività assistenziali in medicina e chirurgia". Inoltre, il decreto prevede che i camici bianchi rimasti o rientrati in servizio non ricoprano incarichi dirigenziali. I medici in pensione riammessi a lavoro fino a 72 anni potranno decidere se continuare a ricevere l'assegno pensionistico o percepire la retribuzione ordinaria.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha espresso "grande soddisfazione" per l'emendamento. "Si consente per tutto il 2026 di poter richiamare in servizio, sempre su base volontaria, i medici andati in pensione al compimento dei 70 anni e che ancora non ne abbiano compiuti 72, ugualmente si consente di poter fare dei contratti temporanei ai medici che sono in pensione. Con questo emendamento il governo risponde prontamente alle richieste delle regioni e rafforza ulteriormente il suo impegno sul tema della sanità", ha dichiarato.

Il forzista Cannizzaro ha sottolineato "l'impegno di trovare una soluzione per evitare che molti ospedali andassero in difficoltà e alcuni reparti addirittura chiudessero i battenti, a Polistena così come a Locri, in altre realtà della Calabria e in tutta Italia. Con il collega deputato Giovanni Arruzzolo, il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ed i Consiglieri Giacomo Crinò e Domenico Giannetta – ha proseguito – abbiamo preso in carico questa istanza proveniente dal territorio". Con esso "faremo fronte al problema, andando incontro alle aziende ospedaliere e, soprattutto, ai pazienti, ai cittadini. Tamponiamo un'emorragia, dando intanto una risposta rapida e concreta ai territori", ha concluso.

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