Neanche dopo l’accordo trovato sulla manovra si placa lo scontro all’interno della maggioranza. Protagonista della nuova polemica verbale a distanza è ancora il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a cui replica piccato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Renzi rivendica il merito del suo partito di aver ottenuto, con la manovra, tutto ciò che voleva e di aver evitato tasse come la sugar e la plastic tax. Conte ribadisce come si sia trattato di una vittoria collettiva e non personale o di un partito.

Tutto nasce da un post di Renzi su Facebook: "In queste settimane Italia Viva ha lottato con forza per evitare l’aumento delle tasse, a cominciare dall’IVA. Dalle auto aziendali fino al rinvio della Sugar e Plastic Tax il risultato è stato raggiunto. Da gennaio ci sarà da fare uno sforzo in più: rilanciare la crescita. Ecco perché abbiamo lanciato il Piano Italia shock. Questa è la vera svolta per il 2020. Abbiamo vinto la battaglia delle tasse. Ora tutti insieme concentriamoci sulla crescita. E l’unico modo per raggiungerla è sbloccare i cantieri. Finirà come sulle tasse: prima ci criticano, poi ci ignorano, poi ci daranno ragione”.

La replica di Conte non si fa attendere e arriva in serata, rispondendo a una domanda proprio sulle parole di Renzi: “Non c'erano premi in palio. Non so cosa abbia vinto Renzi, abbiamo vinto tutti. Ci siamo seduti al tavolo per discutere nell'interesse degli italiani. Iv ha dato un contributo come tutte le forze politiche, alcune cose sono state accolte, altre no, come non sono state accolte proposte del Pd, del Movimento. È normale”.

A pensarla come Conte sembra essere anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Con questa manovra abbiamo iniziato a rimettere i soldi nelle tasche degli italiani e investire sul futuro del nostro paese. Ha vinto l'italia. Niente salvini tax, cioè il tanto temuto aumento dell'iva per 23 miliardi, che sarebbe costato 500 euro in più di tasse ad ogni famiglia. Stipendi più alti per i lavoratori, con 3 miliardi di sgravi fiscali sulle tasse sul lavoro. E poi 59 miliardi di investimenti pluriennali per l'economia verde, giusta, competitiva e per le infrastrutture. Un sostegno alle imprese, al cuore pulsante del paese. Una finanziaria per i più deboli e per fare ripartire l’Italia. Ora tutti insieme prepariamo una nuova agenda di governo per lo sviluppo, il lavoro e la giustizia sociale”. A parlare di un successo “di tutto il governo”, sulla stessa scia, infine, è anche il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.