Il commissario uscente Ue agli affari economici Pierre Moscovici, in un colloquio con La Repubblica, commenta la politica economica italiana e fa il suo personale endorsement al ministro dell'Economia Gualtieri, con il quale, dice, è in contatto costante: "Ci siamo sentiti ancora ieri, è uno dei migliori conoscitori degli arcani del Patto di stabilità e crescita. Quindi è l'uomo giusto al posto giusto". Un anno fa, mentre si avvicinava la scadenza per l'approvazione delle cifre del bilancio italiano, le tensioni tra Roma e Bruxelles erano alle stelle. Con Gualtieri, sembra dire Moscovici, le cose saranno più semplici.

Ma sui 14,4 miliardi di flessibilità chiesti dall'Italia nella nota d'aggiornamento al Def approvata dal Cdm non si sbilancia: "C'è un calendario da rispettare, per una valutazione aspettiamo il 15 ottobre quando il governo ci consegnerà ufficialmente il documento con gli obiettivi programmatici".

Moscovici sottolinea che non accetterà "interpretazioni creative" del Patto: "È quello che chiede Roma? Dico solo che non lo faremo". Il Commissario uscente a breve tornerà a Parigi, per riprendere il suo posto alla Corte dei conti, e ha già in preparazione un libro che parlerà dei suoi cinque anni dentro al governo dell'Europa. Prima dell'addio a Bruxelles, sarà Moscovici a dover approvare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica del governo Conte bis: "L'Italia è il Paese che ha goduto della maggiore flessibilità negli ultimi anni. Non credo che governanti italiani, compresi quelli del precedente esecutivo, si possano lamentare del ruolo della Commissione, e sicuramente non di me in particolare".

Moscovici ricorda di non aver mai varato sanzioni contro nessun paese europeo da quando è stato nominato commissario. "Ho sempre preferito il dialogo esigente nell'interesse dei paesi membri e dell'Europa". Ricorda di essersi battuto contro la Grexit e di aver aiutato tutti i governi italiani: "Mi considero un amico dell'Italia, non perché ho concesso favoritismi ma perché ho difeso il posto che spetta al vostro grande Paese".

Gli indicatori della Commissione sull'Italia, spiega Moscovici, indicano una stagnazione del Pil per quest'anno e una debole ripresa nel 2020. Anche il rallentamento della Germania, dice, potrebbe essere "congiunturale" e non "strutturale". Nell'ultimo anno, il socialista francese è stato uno dei dirigenti europei che ha pronunciato le parole più dure contro Matteo Salvini. Moscovici aveva allertato per esempio sui "piccoli Mussolini che crescono". "Lo ridirei", commenta, "il ventre della Bestia Immonda è sempre fecondo" aggiunge con una citazione di Brecht. "In Italia come in Gran Bretagna le istituzioni democratiche dimostrano di saper resistere ma la guerra contro i populisti non è vinta".

Infine parla di Gentiloni, il suo successore. "Farà bene, condividiamo lo stesso approccio, ovvero flessibilità all'interno delle regole. Gli italiani non si illudano che si occuperà solo degli affari dell'Italia come pensarono i francesi quando divenni commissario. Sono certo che Gentiloni manterrà la sua indipendenza".