Assegni per ogni figlio, interventi per gli asili nido e congedo per i papà fino a 10 giorni. Sono queste alcune delle misure a cui sta lavorando il ministro delle Pari Opportunità, la famiglia e le disabilità, Elena Bonetti, di Italia Viva, che potrebbero già essere inserite nella nuova Manovra. Ne ha parlato da Terrasini, in provincia di Palermo, dove è in corso la seconda giornata di #Futura, la scuola di formazione per i giovani organizzata dal presidente dei senatori del nuovo partito lanciato da Matteo Renzi, Davide Faraone. Nello specifico, ha spiegato Bonetti, potrebbero essere previsti "un assegno unico come contributo economico alle famiglie per ciascun figlio dalla nascita all'età adulta, la riduzione o la possibilità di rendere gratuita la retta per gli asili nido, il sostegno ai territori per aumentare gli asili perché in alcune regioni sono al di sotto dell'8% di copertura, l'aumento del congedo di paternità portandolo ad almeno 10 giorni e bonus nascita". Attualmente, infatti, sono previsti solo 5 giorni di congedo obbligatorio entro il quinto mese di vita del bambino, cui è assicurato il cento per cento della retribuzione, così come previsto dalla legge di bilancio del 2019. Inizialmente erano addirittura due.

Diverso il caso del congedo di paternità facoltativo, un periodo di astensione dal lavoro per i genitori nei primi anni di vita dei figli, non superiore ai dieci mesi complessivamente per entrambi i genitori. “Questo governo – ha spiegato la ministra – nasce per evitare lo sfacelo ai danni delle famiglie italiane. Non aumentare l'Iva significa non caricare ulteriormente le famiglie, perché incide sui consumi e sui costi dei nuclei più disagiati". Bonetti ha affrontato anche il caso dello ius culturae, su cui la politica è tornata a discutere nelle ultime settimane. "Lo ius culturae – ha premesso – non è nel programma di governo e quindi è una azione che deve maturare come input parlamentare. Io l'ho sostenuto e quindi se le altre forze di maggioranza dovessero riconoscerne il valore noi siamo in prima linea. Ma non può diventare misura di scontro e battaglia politica nella maggioranza, litighiamo su altro".