Maltempo in Sicilia, Cateno De Luca: “Moltissime città in ginocchio, governo Meloni deve aiutarci”

In Sicilia è partita la conta dei danni provocati dal maltempo. Il vento, la pioggia e le mareggiate hanno travolto moltissime città. Messina e Catania sono tra le più colpite: case distrutte, negozi allagati,strade trasformate in fiumi di fango e spiagge completamente travolte dall'acqua. Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, descrive a Fanpage.it la devastazione lasciata dal passaggio del ciclone Harry sull'isola: "È un disastro vero e proprio".
"Il nostro sistema turistico ora è in ginocchio. Sulla balneazione c'è una filiera che va dagli alberghi alla ristorazione. I danni che riguardano stazioni turistiche come Taormina, Giardini Naxos che rappresentano già quasi un terzo del PIL del turismo in Sicilia creano una situazione di crisi non indifferente".
Secondo le prime stime fatte dalla Protezione civile regionale i danni ammontano attorno ai 740 milioni di euro. Ma secondo il fondatore di Sud Chiama Nord, i costi potrebbero essere molto più alti. "I numeri che circolano sono a ribasso. Ci troviamo con infrastrutture che dovranno essere rifatte di sana pianta. Sopratutto i lungomare di alcuni comuni come Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, in parte anche Mazzeo, quartiere di Taormina", ci spiega.
Ora che il maltempo ha concesso una tregua, in Sicilia si comincia a ragionare sul post. "Bisognerà realizzare interventi di mitigazione dell'erosione delle coste. Sono lavori particolarmente urgenti, specie in alcune zone dove già era stato esplicitato sia da parte dell'assessorato che del Ministero che si trattava di una zona ad alto rischio", dice De Luca.
Già dalle prime ore sembra chiaro che alcuni danni si potevano evitare. "Io sono stato sindaco di Santa Teresa di Riva dal 2012 al 2017. Avevo ottenuto un finanziamento di 10 milioni di euro alla fine del mio mandato per realizzare interventi di mitigazione dell'erosione delle coste. A distanza di 8 anni anni i lavori non sono iniziati perché per avere la valutazione di impatto ambientale su questo tipo di opere la Regione siciliana impiega 4 o 5 anni", racconta. "Un mancato intervento ha causato un danno di 40-50 milioni di euro".
I calcoli fatti finora inoltre, riguardano le infrastrutture da ricostruire ma bisognerà intervenire anche sulla causa. "Diversamente rischiamo di trovarci tra qualche anno punto e a capo", osserva il sindaco.
Ieri il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci si è recato nell'isola e ha annunciato che presenterà al Consiglio dei Ministri la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza a cui dovrebbero seguire le prime risorse per consentire agli enti locali di rimuovere i detriti e ripristinare i servizi essenziali. "Attendiamo di vedere come verrà articolare il provvedimento", commenta De Luca. "Qui il tema non sono le risorse e basta, ma le procedure attuative e di semplificazione amministrativa. Faccio un esempio, perché il per il Ponte sullo stretto di Messina, la valutazione d'impatto ambientale si è fatto in 30-60 giorni mentre per fare un intervento di mitigazione dell'erosione delle coste si impiegano 3 o 5 anni?", si chiede.
"Per questo abbiamo chiesto che venga prevista una procedura di semplificazione e che i sindaci dei territori colpiti vengano individuati come soggetti attuatori per evitare un super ufficio dell'emergenza che poi diventa un imbuto. Potrebbe essere utile distinguere in base all'entità delle opere, magari prevedendo per quelle più modeste un'azione in ambito comunale", osserva ancora.
Infine, l'appello al governo Meloni: "Mi aspetto risorse adeguate e procedure di velocizzazione dei procedimenti amministrativi. Restiamo in attesa. Vedremo se ciò che verrà fatto sarà effettivamente adeguato non solo per superare ora la fase emergenziale, ma per tornare alla normalità.