Il Movimento 5 Stelle va all’attacco delle Regioni, colpevoli di non aver speso tutti i soldi stanziati dal governo per la sanità. E polemizza con chi spinge per chiedere l’attivazione del Mes sanitario, partendo dal presupposto che se le risorse non vengono spese già ora, non avrebbe allora senso chiedere altre. Il post del Movimento viene pubblicato sul blog delle stelle: si sottolinea sin da subito come il governo abbia stanziato 5 miliardi di euro per sostenere il Servizio sanitaria. Si tratta di “risorse destinate al potenziamento delle strutture ospedaliere, dell’assistenza territoriale e all’incremento del personale sanitario. A queste risorse vanno aggiunte quelle stanziate nella prossima legge di bilancio: 4 miliardi per rafforzare il nostro servizio sanitario nazionale”.

Questi fondi sono stati messi a disposizione delle Regioninon solo per fronteggiare l’emergenza, ma anche per potenziare l’assetto assistenziale ordinario”. Il M5s ricorda come siano state incrementate le terapie intensive, passando “dalle 5.179 esistenti prima dell’emergenza alle oltre 8mila totali, con un aumento di 3.553 posti previsti dal decreto Rilancio”. Ma si sottolinea ancora: “Eppure, come riportato anche dal Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, molte Regioni non hanno ancora speso gran parte di queste risorse, per aumentare, ad esempio, i posti in terapia intensiva”.

Il problema sottolineato dai pentastellati è che sono le Regioni a gestire “in piena autonomia la sanità nell’ambito territoriale di loro competenza: spetta quindi ai presidenti delle Regioni stabilire come impiegare queste risorse”. Da qui il ragionamento sul Mes. Per il M5s, considerando che queste risorse non sono ancora state utilizzate, “ci sembra strumentale esortare l’attivazione del Mes sanitario”. Per i pentastellati è meglio pensare al Recovery Fund anche per il settore della sanità: “Il Mes non è la panacea per i mali della nostra sanità, perché per migliorarla dobbiamo invece cambiare paradigma e inaugurare una nuova stagione fatta di investimenti e ammodernamento, mettendo fino all’era dei tagli”.