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L’Ue dice che salvare i migranti in mare è un obbligo morale e legale

Un messaggio chiarissimo dalla Commissione europea al governo italiano, nel giorno di Giorgia Meloni a Bruxelles: “È un obbligo morale e legale salvare le persone in mare”, dice la portavoce della Commissione Ue.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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Salvare i migranti in mare è obbligatorio, non ci sono più linee possibili o decisioni differenti da prendere. Il messaggio arriva forte e chiaro dall'Unione europea, nel giorno in cui Giorgia Meloni arriva a Bruxelles per presentarsi e incontrare i vertici dell'Ue: "Stiamo seguendo la situazione a stretto contatto e abbiamo visto che ci sono tre navi con persone a bordo che hanno chiesto aiuto", ha detto la portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper. "La Commissione non è responsabile del coordinamento" delle azioni di salvataggio in mare ma "occorre sottolineare che è un obbligo morale e legale" per gli Stati membri salvare persone in mare.

Per quanto riguarda "il meccanismo di solidarietà sul trasferimento dei migranti", invece, al momento si registrano 8000 mila offerte di relocalizzazioni e 38 candidati che hanno accettato. Il meccanismo può essere utilizzato anche per ridistribuire i migranti al momento bloccati sulle navi al largo dell'Italia, fanno sapere ancora dalla Commissione Ue.

Oggi, poi, c'è stato anche l'incontro del ministro dell'Interno Piantedosi con il gruppo MED5, di cui fanno parte, oltre all'Italia, anche Cipro, Grecia, Malta e Spagna. Si tratta dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo e – soprattutto – che subiscono maggiormente i flussi migratori che arrivano dal Nordafrica e dal Medio Oriente.

Durante la riunione "è stata condivisa la volontà di elaborare una posizione comune a tutti i cinque Paesi del Mediterraneo fondata sul governo dei flussi migratori da parte degli Stati", fa sapere il Viminale. Un "cambio di strategia" che si deve realizzare, secondo quanto emerso dalla riunione, "rafforzando i canali di ingresso regolari nella Ue anche attraverso l'intensificazione delle relazioni con i Paesi di origine e di transito dei migranti. Un approccio che mira a contrastare il traffico dei migranti riducendo sia i naufragi sia i profitti criminali".

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