
Quindi, ricapitoliamo.
A Brindisi, a quanto pare, già non c’è più carburante per gli aerei, e si invitano i piloti a riformirsi altrove. A Pescara e Reggio Calabria pure sono state introdotte limitazioni, così come era già stato fatto a Milano Linate. E giovedì arrivano gli ultimi carichi di cherosene negli aeroporti, poi sarà terra ignota.
Intanto la benzina è arrivata pericolosamente attorno a quota 1,8 euro al litro nonostante il parziale taglio delle accise deciso dal governo, mentreil diesel ha superato i due euro. Anche il metano, già che c'è, ha superato quota 1,6.
Nel frattempo, il ministro del'economia Giancarlo Giorgetti ha già detto che lo spazio fiscale per eventuali aiuti a famiglie e imprese è già praticamente finito, a meno che a livello europeo non venga data la possibilità di aprire le borse senza alcun vincolo di bilancio.
E se non basta Bruxelles, ci pensano i mercati a ricordarci che lo spread, in un mese è salito da 71 a 86 punti base, con una puntata a quota 94 solo un paio di giorni fa. Il motivo è semplice: la crescita è prossima allo zero e i conti pubblici peggiori di quanto si immaginasse solo qualche mese fa.
Non bastasse, si aggiunge l’instabilità del governo, che in un mese ha perso referendum, una ministra, una capo di gabinetto e un sottosegretario come Delmastro, fedelissimo di Giorgia Meloni, coinvolto in una stranissima storia di investimenti con prestanome mafiosi, e ha un ministro pesantissimo come quello dell’interno nel pieno di uno scandalo sentimentale con una donna e, soprattutto, con tutti i potenziali conflitti d’interesse che questa relazione potrebbe scoperchiare.
A tutto questo, quasi ce ne dimenticavamo, dobbiamo aggiungere che la maggioranza ha subito una scissione a destra, col partito del generale Roberto Vannacci, mentre al centro la famiglia proprietaria di Forza Italia, i Berlusconi, ne hanno di fatto esautorato il capo, Antonio Tajani, già sfiduciato pubblicamente, defenestrando il capogruppo di partito alla Camera Maurizio Gasparri. Mentre la maggioranza sta provando con le residue forze che le rimangono ad apparecchiarsi alla chetichella una legge elettorale più favorevole, che si approverà da sola, per evitare un tracollo alle prossime elezioni.
E insomma, come dire: questa è la situazione in cui si trova oggi il governo Meloni. O meglio: questa è la situazione in cui si trova l’Italia, in ostaggio della follia bellica di Donald Trump e di un governo che, ora come ora, può solo lottare per sopravvivere, o sperare che Trump rada al suolo l’Iran, tra 24 ore.
Questi sono i fatti. Servono commenti?