In vista dell'ormai probabile rinnovo automatico degli accordi dell’Italia con la Libia, sottoscritti il 2 febbraio del 2017 per formalizzare una collaborazione con il Paese nordafricano per la gestione dei flussi migratori, il presidente della Camera Roberto Fico, ricorda, in un passaggio di un'intervista rilasciata oggi su ‘la Repubblica', che il governo ha tempo fino al 2 novembre per intervenire e fare marcia indietro: in caso contrario l'intesa, siglata mentre Marco Minniti era ministro dell'Interno, varrà per altri tre anni. Ma Libia, è un fatto ormai universalmente riconosciuto, non è un ‘porto sicuro'. In questi due anni numerose inchieste giornalistiche hanno portato alla luce gli orrori delle carceri libiche. Eppure l'esecutivo giallo-rosso, che pure dovrebbe essere più sensibile a questi temi, almeno in linea teorica, sembra restare inerte.

"Auspico come sempre un coinvolgimento del Parlamento, nelle forme dovute, in decisioni così importanti. Quanto a quell'accordo, ricordo a tutti che rispetto a tre anni fa la situazione è cambiata: in Libia c'è la guerra", afferma il penstastellato Fico. Proprio questa notte nella capitale, Tripoli, si sono verificate forti esplosioni e si sono abbattuti pesanti colpi di artiglieria. Le forze del Governo di accordo nazionale (Gna) hanno bombardato la zona di Yormuk e di Khala. E altri scontri si sono registrati vicino al campo di Yarmouk, nell'area che è ancora sotto il controllo delle forze dell'Esercito nazionale.

Uno scoop di ‘Avvenire', firmato da Nello Scavo, giornalista minacciato con la collega Nancy Porsia e poi finito sotto scorta in seguito all'inchiesta, ha mostrato l'immagine di un incontro segreto, avvenuto l'11 maggior 2017, in cui le autorità italiane e i libici stavano lavorando a un accordo per stoppare le partenze dei migranti. A quel meeting, che si è svolto al Cara di Mineo, in Sicilia, ha preso parte anche un trafficante di esseri umani, Abd al-Rahman al-Milad, conosciuto come Bija, e già noto a livello internazionale all'epoca della trattativa.

"Sono d'accordo con il presidente della Camera, Roberto Fico: il Parlamento non può essere escluso dalla valutazione sul rinnovo del memorandum d'intesa Italia-Libia. Il memorandum va rivisto perché in Libia la situazione è cambiata, c'è una guerra, e le condizioni dei migranti e richiedenti asilo nei centri di detenzione sono drammatiche come documentato dai rapporti delle Nazioni Unite e dai servizi giornalistici. L'Italia accolga l'appello dell'Onu di chiudere questi centri e trasferire in altri Paesi le 5000 persone che vi sono impropriamente detenute", sottolinea la deputata Pd Laura Boldrini, ex presidente della Camera. Sulla questione è intervenuto ieri a Fanpage.it anche Pippo Civati: "Lo trovo uno scandalo internazionale. Una delle cose più gravi e vergognose che la storia della Repubblica conosca e ne siamo tutti consapevoli: in questo caso sappiamo tutto e si sa che i nostri confini sono presidiati dalle bande criminali della Libia, ma non ‘nostro malgrado' ma con il nostro pieno dichiarato sostegno attraverso addirittura un accordo con condizione precise".