L’accordo di maggioranza sulla legge elettorale si avvicina e potrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno. Il vertice dei capigruppo di maggioranza si è concluso con l’impegno di avviare la riforma della legge elettorale entro la fine del 2019. Ma non solo. Come spiega il presidente dei deputati Pd, Graziano Delrio, “c’è un accordo per uniformare l'elettorato attivo e passivo di Camera e Senato e abbiamo un accordo sostanziale per ridefinire la base territoriale di elezione del Senato”. Delrio sottolinea che fino a lunedì verranno definiti “una serie di punti precisi” sulle riforme che sarà necessario accompagnare al taglio dei parlamentari. “Il timing si sta rispettando”, assicura ancora.

Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale c’è “un impegno a risolvere i problemi perché se ci sono stati dei no dal Pd alle precedenti votazioni sul taglio dei parlamentari, e ora queste si risolvono, è evidente che vengono meno le ragioni per votare no”. E tra le questioni da risolvere c’è, sicuramente, proprio quello della legge elettorale che deve essere modificata, secondo i dem. Prima della votazione sul taglio dei parlamentari, prevista per la prossima settimana, la maggioranza appronterà un documento con cui definire tutti i passi da seguire per rendere operativa questa riforma.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, parla dell’incontro di oggi: “È stato molto positivo ed è proseguito il confronto sui temi già inseriti nell'accordo di programma. Vi è un'intesa comune a lavorare in tempi brevi sulla legge elettorale e ad apportare le modifiche costituzionali più urgenti entro il mese di ottobre, oltre a porre in essere un calendario di verifica su una seconda parte di riforme che dovrebbero essere completate entro dicembre”. Inoltre, “è stata data molta importanza alle modifiche per adeguare i regolamenti vigenti di Camera e Senato al numero ridotto dei parlamentari. La maggioranza si dimostra compatta sul voto del taglio dei parlamentari che avverrà la settimana prossima”. Nel documento verrà stabilito anche il timing di ogni singola riforma, così come verrà definito che il taglio degli eletti non entrerà in vigore prima del gennaio 2020.