Le contraddizioni di Valditara: tetto per stranieri, ma tagli a docenti di italiano perché “ci sono meno studenti”
Nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, che ha approvato le norme sul tetto agli studenti stranieri per classe, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha risposto a una domanda di Fanpage.it sui tagli del governo ai docenti in servizio nelle scuole italiane, specializzati nell'insegnamento dell'italiano per stranieri. Fanpage.it aveva documentato come – stando alle tabelle del ministero – per il 2026/27 il numero dei docenti della classe A-23 (lingua italiana per alloglotti) sia sceso a 762, rispetto ai 937 immessi negli organici del potenziamento scolastico, a seguito di un decreto dello stesso governo Meloni del maggio 2024. Una riduzione del 20 per cento.
Di fronte a questi numeri, Valditara ha spiegato: "Il numero balla perché se le classi che superano il 20 per cento di alunni Nai (neoarrivati in Italia e senza una sufficiente conoscenza dell'Italiano) da mille diventano 700 o diventano 500, è chiaro che ci saranno meno docenti che assistono in modo personalizzato questi ragazzi". In realtà la risposta del ministro contiene almeno un paio di falle. Il decremento degli insegnanti di italiano per stranieri rientra in un ridimensionamento più amplio del potenziamento, che non per forza risponde a una riduzione dei possibili interessati alla misura. Tanto è vero che è già previsto un ulteriore taglio delle cattedre di potenziamento, pari a circa 2500 posti per il 2027/28 e 2028/2029. Peraltro, diversi professori di lingua italiana attualmente in servizio hanno raccontato di essere stati destinati ad altre mansioni o di essere usati come tappabuchi.
Le falle nella strategia di Valditara
Ma non è tutto. Valditara sbaglia quando dice che la misura del 2024 riguardava solo gli studenti di nuovo ingresso dall'estero nel sistema scolastico. Nella versione definitiva del decreto infatti è specificato che la possibilità di avvalersi di insegnanti aggiuntivi è per tutti gli istituti con classi che superano il 20 per cento di alunni stranieri "che si iscrivono per la prima volta al sistema nazionale di istruzione OVVERO che non sono in possesso di competenze linguistiche di base nella lingua italiana". Quindi nel calcolo sarebbero dovuti rientrare anche i ragazzi alloglotti, per cui sia stata accertata la non sufficiente conoscenza dell'italiano. Questo ovviamente aumenta la cifra totale e anche la quantità di docenti necessari.
Eppure quando Fanpage.it ha fatto notare a Valditara il contenuto della norma da lui firmata, il ministro ha replicato: "la legge la conosco perfettamente, la invito ad andarsela a guardare. Altrimenti avremmo dovuto verificare se questi conoscono o non conoscono l'Italiano". E in effetti è proprio questo che il suo decreto chiede di fare alle scuole! Nel testo infatti si specifica che per l'accertamento obbligatorio delle competenze nella lingua italiana in ingresso di un ciclo scolastico, le scuole "possono stipulare accordi con i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA)".
L'equivoco nasce probabilmente dal fatto che per assegnare i docenti nell'anno 2025/26, il ministero ha in effetti usato solo il numero degli studenti stranieri di nuovo ingresso, utilizzando peraltro i dati del 2023/24. Non è chiaro se per il 2026/2027 sia stata fatta una ricognizione anche sugli altri alunni con background migratorio, come previsto dalla legge, o se sia continuato ad adottare soltanto il criterio relativo ai Nai, sulla cui consistenza peraltro non esistono statistiche ufficiali. Al di là del balletto dei numeri, rimane il punto politico. Da un lato, la destra di governo approva un nuovo decreto per mettere un tetto agli stranieri nelle classi, sostenendo che ci sia un emergenza derivata dai troppi alunni che non parlano italiano. Dall'altro lato, vengono tagliati i docenti specializzati in insegnamento della lingua agli alloglotti, perché ci sarebbero meno ragazzi da coinvolgere nelle attività di potenziamento.
In conferenza stampa, il ministro Valditara è intervenuto anche sulla questione dei fondi per le attività extracurriculari di potenziamento linguistico. Fanpage.it aveva documentato come il governo avesse stanziato circa 13 milioni per i progetti da svolgere tra il 2025 e il 2026 e da concludere il 31 agosto scorso. Al momento invece per l'annualità 2026/2027 non ci sono stanziamenti dedicati. Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri arrivano adesso altri 3,4 milioni per il 2027 (che saranno distribuiti probabilmente nella seconda parte del prossimo anno) e poi 14 milioni a regime nel 2028. Attenzione però. I soldi saranno ora destinati solo agli istituti in cui non sarà possibile rispettare il nuovo tetto del 30 percento di studenti stranieri per classe. Le altre scuole dove comunque ci sono studenti con background migratorio e necessità di imparare l'italiano dovranno sperare in altri fondi. Oppure arrangiarsi.