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L’associazione Rousseau divorzia dal M5s per creare una “piattaforma laica”

L’associazione Rousseau e il Movimento Cinque Stelle rompono definitivamente. Le casse dell’associazione guidata dal figlio di Gianroberto Casaleggio sono vuote, da mesi venivano denunciati i mancati versamenti dei parlamentari pentastellati. Oggi la decisione di scaricare vertici del Movimento per creare una “piattaforma laica”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Le strade del M5s e di Rousseau si separano. Le casse dell'Associazione del figlio di Gianroberto sono vuote. Da qui la decisione di scaricare i vertici del Movimento per creare una "piattaforma laica". L'addio era nell'aria da un po'. Da mesi l'associazione guidata da Davide Casaleggio denunciava i mancati versamenti dei parlamentari pentastellati. L'associazione vanta con il Movimento un credito di 450mila euro.

"L'Associazione Rousseau cambia strada. La scelta è dolorosa, ma inevitabile. In questi 15 mesi abbiamo sollecitato costantemente la risoluzione delle criticità. Per otto lunghi mesi abbiamo richiesto più volte di condividere un progetto comune con responsabilità e perimetri ben definiti dei ruoli reciproci e abbiamo proposto concretamente un accordo di partnership per rafforzare e chiarire il legame tra Rousseau e il Movimento così come indicato dagli iscritti attraverso il voto. Abbiamo cercato, in ogni modo, di mantenere forte quel rapporto speciale che ha permesso ad una forza politica di diventare protagonista della storia del nostro Paese e di portare nelle istituzioni migliaia di cittadini con l'elmetto. Ma stare insieme deve essere una scelta reciproca e deve presupporre rispetto e assunzione di responsabilità da ambo le parti. E questo, purtroppo, non si è verificato", spiega Rousseau con un post sul Blog delle Stelle, ufficializzando la separazione.

In un post precedente sullo stesso blog, con il quale si chiedeva un contributo economico agli iscritti per sostenere il progetto, si legge: "Rousseau fornisce tutti i servizi essenziali per mantenere in piedi l’infrastruttura tecnologica, organizzativa, amministrativa, burocratica, formativa e comunicativa necessaria per la partecipazione di iscritti, portavoce e cittadini alla vita politica, nonché per la tutela legale del Garante e di tutti gli organi politici del MoVimento 5 stelle".

"Lo fa con enorme impegno e dedizione, a fronte di un piccolo contributo che il MoVimento 5 Stelle, tramite i propri portavoce, avrebbe dovuto versare. Da diversi mesi però il mancato versamento di molti di questi contributi sta mettendo in seria difficoltà il progetto civico costruito in questi anni e la possibilità stessa degli iscritti di poter continuare ad incidere". Il post suonava chiaramente come un avvertimento al Movimento.

In un'intervista rilasciata a Fanpage,it, Enrica Sabatini, socia di Davide Casaleggio, aveva lanciato un ultimatum: "Stiamo aspettando il progetto di rifondazione del Movimento Cinque Stelle da parte di Giuseppe Conte. Io penso che si possa immaginare un percorso solido assieme, a patto che sia a un’adesione ai principi della democrazia partecipata che vengono esaltati e valorizzati attraverso Rousseau".

"Nell'ultimo anno sono stati erogati dei servizi che devono essere saldati – aveva ricordato Sabatini – come le certificazioni delle liste per presentarsi nei Comuni, ma anche le spese per la tutela legale. Oltre a questi servizi ci sono state altre attività come l'organizzazione degli eventi e i corsi di formazione".

Nei mesi scorsi Casaleggio aveva lanciato il suo manifesto Contro Vento, con lo scopo di "dare vita a un modello di partecipazione maturo, innovativo e che punti a diventare un nuovo standard di eccellenza internazionale nel campo della democrazia partecipata". Ora il partito guidato dall'ex premier Giuseppe Conte dovrà metabolizzare l'abbandono e realizzare una nuova piattaforma digitale, di proprietà del Movimento Cinque Stelle e nuovo strumento per la democrazia diretta.

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