Per Oxfam ed Emergency il programma Covax è “un fallimento” e l’unica strategia da adottare è quella di sospendere i brevetti dei vaccini anti-Covid. Sono Sara Albiani, policy advisor su salute globale di Oxfam Italia, e Rossella Miccio, presidente di Emergency, membri della People’s Vaccine Alliance (PVA), una coalizione mondiale di organizzazioni e attivisti, a sollevare il problema: “I Paesi membri dell'Ue e la Commissione devono ascoltare il Parlamento europeo che ha votato oggi una risoluzione che richiede la sospensione della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, delegittimando politicamente le iniziative intraprese in precedenza dalla Commissione europea”.

Il programma Covax e il vaccino per tutti

Oxfam ed Emergency sottolineano “l’egoismo dei Paesi del G7”, considerandolo “l’ostacolo maggiore per mettere fine alla pandemia di Covid-19”. Le due associazioni parlano di “inadeguatezza” del programma Covax e sottolineano come in questo momento ci sia un “aumento dei contagi in Africa, ancora sottostimato: Uganda e Zambia hanno riportato il numero più alto di nuovi casi con rispettivamente il 137% e il 191%. Pochi giorni fa, l’Uganda ha reintrodotto un nuovo lockdown per 42 giorni per cercare di far fronte all’aumento esponenziale dei contagi”. Secondo Pva le promesse di vaccinare “tutto il mondo entro il 2022 saranno impossibili da mantenere se i governi continueranno a bloccare le proposte di sospensione temporanea dei brevetti e di condivisione delle tecnologie necessarie a salvare la vita di milioni di persone”.

Il calcolo dell'alleanza Pva è che “se il ritmo di vaccinazioni continuerà con la distribuzione attuale, i Paesi poveri riusciranno a immunizzare la loro intera popolazione solo nel 2078. Nel frattempo, i Paesi del G7 avranno vaccinato tutti i loro cittadini a gennaio 2022 e già stanno pianificando la somministrazione della terza dose. Alla fine di maggio, il 42% aveva già ricevuto almeno la prima dose di vaccino, mentre i Paesi a basso reddito non arrivavano nemmeno all’1%”. Su Covax si sottolinea come a fine maggio siano state distribuite 77 milioni di dosi, “un terzo di quelle previste entro quella data: gli Stati che hanno fatto affidamento sul programma stanno rimanendo a corto di vaccini, e molte persone che hanno ricevuto la prima dose non hanno idea di quando, o se, ne riceveranno una seconda”.

Gli ostacoli alla sospensione dei brevetti sui vaccini

Oxfam ed Emergency ricordano come solamente gli Stati Uniti abbiano deciso di sostenere “esplicitamente la sospensione dei brevetti sui vaccini – ma non sui trattamenti e gli strumenti diagnostici – mentre il Giappone ha dichiarato che non si opporrà nel caso in cui gli altri Paesi siano favorevoli”. Opposizione che arriverebbe, invece, da Germania, Regno Unito e Ue. “Italia e Canada – proseguono le associazioni – hanno finora nicchiato, rimanendo a guardare indecise sul da farsi, mentre Macron avrebbe dichiarato finalmente il suo supporto a una sospensione dopo un incontro con un gruppo di ONG francesi”.

Oxfam ed Emergency chiedono sospensione brevetti

La richiesta della People’s Vaccine Alliance è quella di sospendere la proprietà intellettuale: secondo uno studio del comitato in questo modo potrebbero essere prodotte 8 miliardi di dosi in un anno con un minimo di 25 miliardi di dollari. Albiani e Miccio concludono: “Chiediamo ai leader del G7 di impegnarsi per raggiungere l'obiettivo globale di vaccinare il 60% della popolazione mondiale entro la fine del 2021 e la sua totalità entro i prossimi 12 mesi, supportare in seno all'OMC la sospensione immediata delle norme che tutelano la proprietà intellettuali e imporre il trasferimento della tecnologia dei vaccini a tutti i produttori qualificati nel mondo, finanziare la creazione e il rafforzamento di siti produttivi e dei sistemi sanitari affinché i vaccini siano somministrati a tutti gratuitamente”.